Omicidio di Faenza, in un video sequestrato c’è il killer

Ormai pare essere una certezza: la persona ripresa dalla telecamera privata all’incrocio tra via Corbara e via Testi a Faenza è l’assassino di Ilenia Fabbri. Una conclusione fondata su tre aspetti: l’orario del suo arrivo a ridosso dell’omicidio della 46enne, i movimenti sospetti e la sua corporatura, compatibile con quella descritta dalla testimone oculare del delitto. Quelle immagini sono ora il fulcro di una ricostruzione capillare volta a tratteggiare l’identikit del killer, a ripercorrere il tragitto che ha seguito per intrufolarsi in casa di Ilenia e poi scappare dopo averla sgozzata; e infine, vedere se ci sono stati contatti con l’ex marito della vittima, Claudio Nanni, al momento indagato a piede libero per omicidio volontario pluriaggravato in concorso.

Il video di 15 secondi

Sono le 5.51 del 6 febbraio, minuto più, minuto meno. In via Testi, la strada principale che incontra via Corbara, dove abita Ilenia, si vede una persona giungere all’incrocio. Sta camminando sul marciapiede, fa sette/otto passi e si ferma. Sopra la sua testa, una telecamera di sorveglianza piazzata al primo piano di un’abitazione lo filma per circa 15 secondi o qualche istante in più. Forse lui se ne accorge; difficile interpretare la ragione di un suo apparente gesto, nel girare repentinamente a sinistra. Sembra si sistemi qualcosa sulla spalla con il braccio sinistro, possibile stia controllando che il cappuccio gli copra a dovere il volto. Riprende a camminare, poi torna indietro. Non sono gesti di un comune passante, e nemmeno quelli di un ubriaco. È qualcuno che con fare sospetto sta apparentemente aspettando l’attimo propizio per attraversare e imboccare via Corbara.

L’auto che passa due volte

Quando il misterioso individuo scompare dall’obiettivo trascorrono alcuni istanti prima che la stessa telecamera registri il passaggio dell’auto di Nanni, che imbocca la via per fermarsi sotto casa dell’ex moglie e scrivere alla figlia Arianna per dirle di scendere, con quel messaggio delle 5.57 che fa partire il cronometro degli ultimi istanti di vita di Ilenia. La stessa vettura con il padre e la ragazza a bordo viene filmata sulle 6 ripassare da via Testi, diretta verso l’autostrada. In quegli stessi secondi la 46enne sta lottando con il killer. L’amica di Arianna, rimasta a dormire nella camera accanto, lo vede di spalle prima di dare l’allarme. Ora è sotto protezione. Perché è lei a fornire i dettagli – un uomo alto, piazzato e vestito di scuro – compatibili con la figura inquadrata arrivare poco prima, senza però tornare più indietro.

«Indagini su aspetti morfologici»

«Stiamo lavorando su queste immagini e sugli aspetti morfologici», spiega il procuratore capo Daniele Barberini. La dinamica dell’aggressione suggerisce che l’assassino sia «un killer non professionista, ma comunque pericoloso». Un sicario forse disposto a tutto anche dietro un compenso modesto, che si è lasciato sorprendere dalla reazione della vittima, la quale ha lottato e – come sembra – lo ha anche ferito. Lo diranno le analisi del dna affidate alla Scientifica di Roma su diverse gocce di sangue isolate nel soggiorno dell’appartamento. Ad assoldare quell’uomo – secondo la pista principale delle indagini coordinate dal pm Angela Scorza – sarebbe stato l’ex marito 53enne, contro il quale la vittima aveva avviato una causa di lavoro da oltre 100mila euro. «Non ci vogliamo però affezionare a una sola ipotesi, ma cerchiamo di tenere aperte tutte le possibilità», puntualizza il procuratore.

I giorni sospetti prima del delitto

Le coincidenze, al momento, sono tante. A partire dal viaggio che Nanni aveva organizzato per ritirare l’auto acquistata per la figlia nel Milanese. L’appuntamento con un venditore privato era stato preso a inizio settimana, fissando l’incontro per sabato mattina, sulle 8.30 circa. È allora possibile che il presunto “patto” tra mandante e sicario sia stato definito proprio in quei giorni. È l’intervallo di tempo sul quale sono ora orientate le analisi di tabulati e celle telefoniche, ma anche delle telecamere di tutta la città. Solo nella zona ce ne sono una decina, mentre quelle della città sono circa 90, oltre ai varchi in grado di leggere le targhe. Selezionate quelle di maggiore interesse, gli uomini della Mobile stanno acquisendo i filmati assegnando l’ “impronta digitale” a ciascun file, una procedura forense per farne prove inattaccabili in vista di un possibile processo. Tutti dovranno essere tarati sulla stessa ora, una sorta di meridiano 0, puntato sull’ultimo respiro di Ilenia.

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