Omicidio di Faenza, i punti oscuri del delitto

Si cerca una quinta persona. Qualcuno che in un brevissimo lasso di tempo, compreso tra le 5.30 e le 6.10 di sabato mattina, sia entrato in casa e abbia ucciso Ilenia Fabbri. Per isolare eventuali tracce biologiche riconducibili ad altri soggetti oltre ai familiari e alle persone vicine alla 46enne trovata morta all’alba, la polizia Scientifica è tornata ieri nel luogo del delitto, in quell’appartamento di via Corbara 4 a Faenza, dalla cui porta lasciata socchiusa sono uscite in quei risicati minuti solo le urla della vittima e il presunto assassino. Ora è tutto sotto sequestro.

Gli interrogativi

È una caccia al killer, costellata da interrogativi. Il primo riguarda il coltello trovato nella scena del crimine, tipo da pane, apparentemente lavato in maniera maldestra e lasciato a poca distanza dal cadavere. Se fosse davvero quella l’arma del delitto, perché abbandonarla lì? Secondo punto: lo scenario dell’appartamento, in cui nulla è stato trovato fuori posto o portato via. Se non ci sono segni di effrazione, come ha fatto un estraneo a entrare? E di conseguenza, la porta trovata socchiusa, lo era anche al momento del suo ingresso, o è stata la vittima ad aprirgli? È probabile che sapesse della partenza della figlia ventenne, o l’abbia attesa appostandosi per vederla salire in auto con il padre; ma aveva previsto la presenza della giovane ospite, l’amica della ragazza, divenuta testimone oculare dell’ “esecuzione”?

Riflessioni che vengono spontanee, volendo escludere i quattro principali soggetti già interrogati fino alle 2 di domenica mattina dalla squadra Mobile e dal sostituto procuratore Angela Scorza, in qualità di persone informate sui fatti: si tratta appunto della ventenne imolese che venerdì notte aveva dormito nell’appartamento con la figlia della vittima, poi partita la mattina presto circa mezz’ora prima dell’omicidio con l’ ex marito di Ilenia, per ritirare un’auto da un rivenditore a Milano. C’è infine l’attuale fidanzato della 46enne, idraulico di 54 anni, ritenuto completamente estraneo ai fatti. Nessuno di loro ad ogni modo risulta al momento indagato.

L’autopsia

Il primo risultato dell’esame autoptico, affidato dalla Procura ai medici legali veronesi Franco Tagliaro e Federica Bartolotti ed eseguito nel primo pomeriggio di ieri, certifica che la donna sarebbe stata assassinata mediante un taglio profondo, uno “scannamento” (questo il termine tecnico utilizzato) visibile sulla parte sinistra del collo, che avrebbe provocato la recisione di vena e arteria. Tale riscontro potrà essere comparato dagli inquirenti con il coltello sequestrato nella cucina dell’abitazione ricavata dal piano seminterrato comunicante con uno sgabuzzino nel garage, lo stesso ambiente in cui è stato rinvenuto il corpo immerso in una pozza di sangue. La lama in apparenza sarebbe stata pulita in maniera maldestra e lasciata a poca distanza dal corpo senza vita della donna. Non è sicuro che sia quella utilizzata per commettere il delitto. Non l’avrebbe certo abbandonata nel lavello un professionista. Il fendente alla gola, un solo colpo sferrato pare da tergo, è l’unica evidente lesione rivelatasi letale.

Nel corso della prima ispezione medico legale, che aveva collocato il decesso intorno alle 6, non erano stati individuati segni di altre ferite, forse nascosti dalle condizioni del cadavere, vistosamente imbrattato di sangue. Anche su questo fronte dovranno fare luce i consulenti, andando alla ricerca di possibili tracce e impronte, oltre naturalmente a dna estraneo sotto le unghie. Al momento però, considerate anche le urla sentite dai vicini, appare probabile che possa esserci stata una sorta di colluttazione tra la vittima e il suo assassino nei momenti antecedenti al fendente mortale.

Indagini sul passato

È sulla vita di Ilenia che si concentrano infine gli ultimi dubbi da sciogliere. Sono state sentite anche numerose sue amiche. In commissariato qualcuno ha pure mostrato spontaneamente le chat con le ultime conversazioni. Una quotidianità tutto sommato tranquilla quella della 46enne, al netto dei passati problemi con l’ex marito, che comunque viveva a poca distanza. Nel 2017 il loro matrimonio aveva subito il tracollo, con reciproche querele. Lei lo aveva denunciato per maltrattamenti, lamentando anche un’aggressione con minacce e mani al collo, ma il procedimento era poi stato archiviato. L’unica causa ancora in piedi riguardava questioni patrimoniali legate alla separazione. A detta degli amici più stretti di Ilenia, era quello il solo pensiero in grado i rabbuiare i suoi incantevoli occhi di ghiaccio.

Commenti

Lascia un commento

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui