Omicidio di Castiglione di Cervia, i dettagli del delitto al processo

Il processo per l'omicidio di Castiglione di Cervia (foto Massimo Fiorentini)

RAVENNA. Seduto sul divano a pochi passi dalla porta d’ingresso, con la gamba destra dei pantaloni calata fino alla caviglia e l’altra lasciata all’altezza del ginocchio; i calzini impregnati del suo sangue, lo stesso in parte schizzato su pareti e mobili, e in parte copiosamente colato a terra. Gli occhi sbarrati e la testa inclinata verso l’alto, martoriata dai colpi inferti con un oggetto contundente mai rinvenuto e sferrati con una furia tale da fare saltare via due terzi del padiglione auricolare sinistro. Queste le condizioni in cui fu trovato Rocco Desiante quando un anno fa i vigili del fuoco, chiamati dal proprietario di casa preoccupato perché l’amico non rispondeva, aprirono la porta blindata del civico 23/f di via Castiglione attorno all’1.30 di quella domenica. Per entrare, ha ricordato ieri il caposquadra del 115, bastò usare delle lastre plastificate, segno che la porta era stata chiusa senza alcuna mandata. La chiave, invece, era stata rotta dall’interno. Ambulanza e vigili del fuoco pensavano di dover soccorrere una persona, invece trovarono un salotto/cucina da film dell’orrore. Una «scena macabra, agghiacciante», quella descritta dalle fotografie mostrate dall’appuntato scelto del Nucleo investigativo che quella notte entrò per primo. Sono solo alcuni dei dettagli emersi ieri in tribunale a Ravenna dove in Corte d’Assise si è aperto il processo per l’omicidio di Castiglione di Cervia che vede imputato il 20enne rumeno Constantin Madalin Palade. Oggi il ritorno in aula.

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