Omicidio Castiglione di Cervia, chiesto l’ergastolo. Ipotesi mandante

Omicidio Castiglione di Cervia, chiesto l'ergastolo. Ipotesi mandante
Il sostituto procuratore Vincenzo Antonio Bartolozzi e il procuratore capo Alessandro Mancini (foto Massimo Fiorentini)

RAVENNA. La foto di Rocco Desiante, seduto col cranio fracassato nel divano, ai piedi di un’enorme pozza di sangue, viene mostrata per l’ultima volta. Fra i familiari, una delle sorelle scoppia in lacrime e lascia l’aula. Dall’altro lato, seduto al banco degli imputati, Madalin Constantin Palade rimane impassibile. Lo sguardo inespressivo del ragazzo si posa sulle immagini proiettate poi sulla corte, e quella «stordente impassibilità» non passa inosservata; un «atteggiamento algido, gelido, quasi disinteressato di fronte a un bagno di sangue, che ci stupisce nonostante i decenni di esperienza». Con queste parole il procuratore capo Alessandro Mancini – che nella sua requisitoria non ha escluso la possibilità che il giovane abbia agito per conto di un mandante – ha chiesto ieri la condanna all’ergastolo per il 20enne di origini romene accusato di avere ucciso nella notte tra il 3 e il 4 ottobre 2018 il pizzaiolo 43enne originario di Gravina di Puglia, trovato senza vita tre giorni dopo nell’appartamento in cui era ospitato a Castiglione di Cervia.

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