RAVENNA. Agli atti è schedata come la “traccia 17”. Grande appena un centimetro ma sufficiente a contenere le tracce di Dna della vittima e del presunto assassino, entrambe presenti in un’unica impronta di sangue sullo schienale di una sedia rimasta imbrattata nella scena del crimine. È quella la “prova regina” che colloca il 20enne romeno Madalin Constantin Palade nell’appartamento in uso a Rocco Desiante. Per l’accusa è come un “testimone silenzioso” che dice molto su chi era presente la notte tra il 3 e il 4 ottobre a Castiglione di Cervia, quando il pizzaiolo originario di Gravina di Puglia venne massacrato e lasciato morire.

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