Omicidio Ballestri a Ravenna, la difesa di Cagnoni gioca nuove carte

RAVENNA. Dito puntato contro alcuni atti ritenuti non utilizzabili, ma anche sulla necessità di approfondire determinati passaggi di natura scientifica, che vengono bollati come «lacunosi». Su questi due assi portanti si basano i motivi aggiuntivi del ricorso in appello presentato per Matteo Cagnoni, condannato in primo grado all’ergastolo per l’omicidio della moglie Giulia Ballestri. Li ha depositati ieri il difensore del dermatologo, l’avvocato bolognese Guido Bordoni, subentrato ai precedenti legali, Giovanni Trombini e Francesco Dalaiti. Si tratta di un’integrazione aggiunta entro il tempo limite di 15 giorni dall’apertura del secondo capitolo giudiziario, con la prima udienza che porterà l’imputato davanti alla Corte d’assise d’appello di Bologna; 34 nuove pagine che si sommano alle 367 già scritte per l’appello, che puntano a ribaltare la sentenza pronunciata il 22 giugno 2018, quando la corte presieduta dal giudice Corrado Schiaretti (a latere il giudice Andrea Galanti) ha ritenuto Cagnoni colpevole dell’omicidio pluriaggravato della moglie 39enne, assassinata e sfigurata nella villa disabitata di famiglia mattina del 16 settembre 2016. Istanza in cui si chiede l’assoluzione, o in caso contrario, la richiesta di una perizia psichiatrica per accertare la capacità di intendere e volere del medico al momento dell’omicidio.

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