Olocausto: incontro con gli studenti di Cesena

Le parole di Primo Levi scrittore, chimico, deportato ad Auschwitz, attraverso il teatro allargano lo sguardo sul tempo della Resistenza, della libertà di pensiero opposta alle dittature, delle atrocità. Temi che dal Novecento dei conflitti mondiali scivolano alle drammatiche fughe da crudeltà del presente. Lo spettacolo “Se questo è un uomo” in scena al teatro Bonci fino a domenica 21 novembre, tratto dall’omonimo libro di Primo Levi, è occasione di un incontro con studenti dei licei. Il progetto è dell’Istituto storico della Resistenza e dell’Età contemporanea che, sulla spinta della pièce, promuove stamattina un appuntamento in collaborazione con Ert teatro fondazione. Dalle 11 alle 13, nell’aula magna del liceo scientifico Righi, si incontrano quattro classi del biennio (2ªB, 2ªC, 2ªF e 2ªDS), mentre altre si collegano virtualmente (1ªCS, 1ªB, 1ªDS). La partecipazione on line si estende anche al liceo Monti e liceo Alpi per 9 classi complessive. La soluzione “mista” è stata adottata poiché non tutti gli studenti possiedono il green pass necessario per accedere nell’aula magna di Psicologia individuata in un primo momento.

I ragazzi ascoltano Valter Malosti attore, regista, direttore artistico di Ert teatro fondazione, in dialogo con Albergo Gagliardo del comitato scientifico dell’Istituto storico. «È importante per me dialogare con le realtà presenti nella città – dice Malosti – l’Istituto storico della Resistenza ci ricorda sia la memoria, sia la Storia come ricerca affinché possiamo capire di più il presente. Primo Levi in tal senso è fondamentale, la sua opera va letta complessivamente, sarà interessante proporre agli studenti letture come “I sommersi e i salvati”».

«È importante che all’interno di una comunità – interviene la presidente dell’Istituto Ines Briganti – coloro che fanno cultura uniscano le competenze e, nel caso di “Se questo è un uomo”, per comunicare il senso della memoria, anche collettiva». «Raccontare la Storia ai ragazzi è difficile, per loro è “preistoria” – sottolinea Alberto Gagliardo – Levi è un gigante della letteratura, il suo racconto è diventato paradigma della shoah. Ma Auschwitz è lontana per i giovanissimi, ecco perché abbiamo scelto di parlare di shoah anche partendo da via Carbonari, dove abitò Corrado Saralvo ebreo, cesenate di adozione, che visse una vicenda analoga a quella di Levi».

Un altro momento con gli studenti sarà a gennaio per lo spettacolo “Con il vostro irridente silenzio”, sulle lettere della prigionia di Aldo Moro, con Fabrizio Gifuni.

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