Oggi, più precisamente quando in Italia sarà la prossima notte, nella serata odierna di Medellin, verranno celebrati i primi funerali religiosi per Luca Andreoli: il 39enne commerciante d’oro ucciso in casa sotto gli occhi della moglie.

Il rito sarà celebrato in una chiesa della zona di Rionegro dove la coppia (formata dalla vittima e dalla moglie Johana Joaqui) aveva molti amici, tanti dei quali vorranno stringersi attorno alla bara del cesenate per rendergli l’ultimo omaggio. La cerimonia verrà registrata e poi inviata anche ai parenti italiani, che intanto stanno attendendo le istruzioni da parte della Farnesina per il rimpatrio delle ceneri del 39enne, e per poter svolgere una seconda cerimonia funebre a S. Vittore dove il 39enne è nato e vissuto fino al periodo degli studi universitari.

Le indagini per cercare di rintracciare gli autori del delitto continuano a battere sull’identikit tracciato dalla moglie (che ha visto in faccia gli assassini) e il telefono di ultima generazione rubato a Luca Andreoli, che continua a dare segnali che potrebbero essere in qualche maniera tracciabili per arrivare a chi ne sia ora in possesso.

Ad attendere notizie, addolorato per un figlio che non potrà più rivedere, oltre alla madre Patrizia (maestra elementare residente a San Carlo) c’è anche il padre Gastone Andreoli. Anche lui non può fare altro che entrare in contatto telefonico con la nuora, che si trova al sicuro in un hotel di Medellin. Cercando così di dare una cornice ad un delitto atroce che di logico ha ben poco. «L’unica idea che mi sono potuto fare è ascoltando ciò che la moglie di Luca ha visto – spiega Gastone Andreoli – Con il Covid-19 di andare sul posto proprio non se ne parla. Quindi aspettiamo: Johana l’ho sentita per la prima volta un paio di giorni dopo i fatti. Mi ha detto che avevano sentito dei rumori e che si sono poi trovati davanti a questi due balordi che avevano già ucciso uno dei loro cani. Urlavano solamente “Oro oro, vogliamo l’oro”. Ma a Luca hanno sparato alla nuca senza attendere risposte. Lei ha avuto la consapevolezza che a quel punto l’avrebbero uccisa. Johana è un tipo attivo, che fa palestra e si tiene in forma. È riuscita sia pur ferendosi a togliere un’arma dalle mani di uno degli assassini. A quel punto loro sono andati in panico e sono scappati». Gastone Andreoli non può darsi una spiegazione per la vita di suo figlio spezzata. «Anche se abitava a tanti chilometri di distanza ci sentivamo tutti i giorni. Mi chiedeva come stessi, mi parlava del suo lavoro. Ultimamente col Coronavirus si era dedicato alla cucina ed aveva comprato un robot tutto fare proprio per cucinare. Parlavano molto anche della vacanza che avrebbero fatto di lì a poco con due coppie di amici. Mi mandavano le foto del resort che doveva ospitarli. Avevo pianificato di andarlo a trovare, per stare un po’ di tempo la con loro. Ma prima una malattia che ha colpito mia sorella e poi questo coronavirus… Non è stato possibile. L’ultima volta erano venuti loro qua… Insomma: nella vita di mio figlio e di sua moglie stava andando tutto bene. Adesso invece non c’è più nulla che vada bene…».

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