«Odissea senza privacy per abortire a Cesena»

Un’odissea per riuscire ad interrompere la gravidanza. É quanto due anni dopo quella che definisce come una “terribile esperienza vissuta” ha denunciato una donna cesenate scrivendo all’Urp dell’Ausl ed al sindaco. “I colloqui fatti prima della certificazione sono stati improntati anche nel cercare di farmi cambiare idea. Poi in ospedale non c’è stata alcuna tutela della privacy per me e le altre donne”. Il primo cittadino è intervenuto sul tema dei colloqui che non devono essere obbligatori in casi simili. Ma che debbono però sondare che la scelta della donna che approccia all’aborto sia libera e consapevole. L’Ausl ha spiegato come in tutto questo tempo trascorso sia i modelli informativi aziendali via internet che le procedure in reparto siano di molto migliorate rispetto all’esperienza della cesenate.

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