Obiettivo rinnovabili, l’Italia adesso accelera sul fotovoltaico

Effetto immediato. L’imperativo è individuare politiche energetiche da adottare subito, per ridurre progressivamente la dipendenza del nostro Paese dalla Russia. Un obiettivo che nell’immediato si può perseguire soprattutto facendo ricorso alle rinnovabili e promuovendo uno sviluppo capillare del fotovoltaico. Una impresa non facile visto che i tempi di reazione produttivi e di installazione non sono rapidi, ma non impossibile.

La leva su cui agire è certamente quella normativa e il governo Draghi ha deciso di muoversi con decisione in questa direzione. Come? Sburocratizzando, semplificando al massimo le pratiche per l’installazione del fotovoltaico, azzerando di fatto le autorizzazioni per i pannelli sui tetti e promuovendo la convivenza tra agricoltura e rinnovabili.

Il primo colpo di acceleratore è arrivato dal Decreto Energia/Bollette appena approvato in via definitiva al Senato. Una misura che ha cercato di dare una risposta alla fame di gigawatt e alla situazione di emergenza che stiamo vivendo, in attesa di un ulteriore intervento, annunciato dal ministro Renato Brunetta, che andrà a investire ad esempio i terreni agricoli non coltivati.

Il Decreto Energia/Bollette prevede procedure snelle anche per impianti fotovoltaici flottanti, oltre che, più in generale, per le installazioni medio piccole. Tra le novità c’è l’estensione del campo di applicazione del modello unico semplificato agli impianti fotovoltaici e termici di potenza superiore a 50 kW e fino a 200 kW, realizzati in edilizia libera. È stato anche superato il vincolo del 10% di copertura della superficie agricola ai fini dell’accesso agli incentivi statali per gli impianti fotovoltaici con moduli collocati a terra, previsto nella prima stesura. Cambiano anche le regole per l’installazione di impianti solari fotovoltaici e termici sugli edifici nei centri storici dove sarà considerato intervento di manutenzione ordinaria e non sarà quindi subordinato all’acquisizione di permessi o autorizzazioni. La norma non si applica a ville, giardini e parchi di pregio. Gli interventi si potranno fare dunque senza necessità di autorizzazione paesaggistica, purché non siano all’interno di aree di interesse pubblico, che in Italia sono 1100, dove sarà ancora dirimente il parere delle soprintendenze. Ma il percorso di semplificazione e di stimolo è soltanto iniziato. «A breve – ha dichiarato Brunetta – il governo approverà un nuovo decreto. Il presidente Draghi ha già anticipato che dovranno essere previste semplificazioni ‘drastiche’, soprattutto per sbloccare quanto si è accumulato nel tempo e per rendere fisiologica la realizzazione degli impianti di energie rinnovabili. A me piacerebbe che sui tetti di un milione di edifici pubblici potessero essere installati pannelli solari, a cominciare dalle scuole. Una misura che avrebbe anche un valore educativo enorme» e potrebbe mettere il fotovoltaico al centro del rilancio energetico italiano, inducendo sempre più italiani a produrre l’elettricità in casa.

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