Nuovo attacco dei lupi a Carpena, altra strage di pecore e agnelli

FORLI’. Lupi ancora all’attacco a Carpena. Dopo tre settimane di tregua, i predatori sono tornati a colpire nell’allevamento di Antonio Lallo, in via Cavalletto. Una pecora e due agnelli sono il bottino dell’intrusione. «Sono andato a chiudere il recinto intorno alle 22.30 e ho visto che avevano già attaccato – dice l’allevatore –. A quell’ora non ho potuto avvertire nessuno e questa mattina (ieri, ndr) è venuto il veterinario dell’Ausl. Ormai non sappiamo più cosa fare. Ho alzato la rete, aspetto che arrivino altri sistemi per tenere lontani i lupi, ma io confino con delle abitazioni dove ci sono i bambini, devo stare attento a non creare danni ad altri. Tra l’altro sono andato alla Coldiretti, ma mi hanno detto che non essendo coltivatore diretto al 100 per cento non ho diritto a nessun rimborso, ma l’allevamento è la mia fonte di guadagno».

Le testimonianze
Il problema dei lupi sempre più vicini alla città negli ultimi mesi ha messo in apprensione numerosi residenti delle periferie e frazioni del Forlivese. «Abbiamo fatto una riunione con una trentina di persone a Rocca delle Caminate – dice Romano Paglia, residente nell’area tra Ravaldino in Monte e Vitignano –. Alcuni dicono che non siano lupi, ma gruppi di cani inselvatichiti, ma qui non si sono mai visti in quarant’anni. La verità è che stanno seguendo le tracce delle pecore e dei loro recinti e li stanno assaltando tutti. Ma ormai non sono più un pericolo solo per gli animali. Una donna dice che quando torna a casa deve urlare per tenere lontana la paura dei lupi; altri agricoltori se li sono trovati davanti ai cingoli del trattore o vicino a fiumiciattoli; io stesso, che ho un pony, ho dovuto allontanarne dal recinto, nonostante non sia come attaccare una pecora. E poi c’è la storia di un ragazzo di 14 anni che per un progetto sulla biodiversità stava allevando quattro pecore, che accudiva tutti i giorni e una bella mattina le ha trovate morte, assalite dai lupi. Nella mia zona 12 pecore che erano vicine al mio gazebo sono state uccise. Insomma non vorrei che qualcuno che abita in campagna possa decidere di difendersi per i fatti propri. Chi sottovaluta il problema di solito sono persone che vivono in città. Secondo me le istituzioni come Prefetto, sindaci, Regione, dovrebbero preoccuparsene. Stiamo pensando di raccogliere firme per chiedere che ci siano interventi concreti».

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