Nuovo album Extraliscio: intervista a Mirco Mariani

Esce oggi il secondo album degli Extraliscio “Romantic robot”, che prosegue sulla strada di questo strano progetto creato da Elisabetta Sgarbi con il polistrumentista Mirco Mariani e due “grandi vecchi” del liscio romagnolo come Moreno Il Biondo e Mauro Ferrara. «È un disco capovolto – spiega Mariani – nato da un’idea di Elisabetta dopo due concerti che abbiamo fatto con un’orchestra sinfonica a Taranto e Matera. Io non ne ero entusiasta, perché facevo fatica a immaginare che il nostro mondo si potesse integrare con quello dell’orchestra sinfonica: temevo che risultasse una cosa mielosa, sdolcinata. Ci ho lavorato una notte intera, e alla fine ho immaginato la parte sinfonica processata digitalmente come se i quarantasei elementi dell’orchestra fossero robot, e la parte umana affidata agli strumenti del mio laboratorio, tra cui clavicembalo, celeste e sintetizzatori vintage. Da qui il titolo “Romantic robot”».

Nel disco non appare Mauro Ferrara, insieme a Moreno Conficoni la colonna del liscio storico del gruppo: come mai?

«Mauro prestava solo la voce al progetto Extraliscio, non ne è mai stato autore, e continuerà a essere con noi in futuro, ad esempio nei concerti della prossima estate. Semplicemente non appare in questo disco, ma continua a far parte della band».

L’album è stato anticipato da “È così”, singolo scritto e cantato da Luca Barbarossa insieme a voi.

«Anche se di questi tempi faccio fatica a parlare di “singolo”, è vero: diciamo che è il primo brano estratto dal disco, di cui è uscito anche il video girato da Elisabetta (lei lo chiama “filmino”, ndr) in una fabbrica dismessa di Tresigallo (Ferrara). Luca è un amico, ed è stato uno dei primi a credere negli Extraliscio, e a capire che oltre al liscio c’era anche una ricerca sui suoni. Era inevitabile che prima o poi avremmo lavorato insieme, e sono felice che sia successo in un brano in cui lui ha potuto mettere la sua esperienza cantautorale, e noi il nostro mondo. Non ne abbiamo parlato prima, tutto è avvenuto in modo istintivo e libero».

Siete tornati a incidere con Davide Toffolo dei Tre Allegri Ragazzi Morti, con cui eravate stati a Sanremo lo scorso anno. Lui canta ne “Il bacio traditore”, e ha scritto e interpretato per voi “La gazza chiacchierona”.

«La collaborazione con Davide è nata bene, e non ci lasceremo più. Noi abbiamo inventato il “punk da balera”, ma in realtà non sappiamo nemmeno cosa sia il punk. Lui, invece, è punk vero. La sua canzone è la mia preferita del disco; è una canzone su due soli accordi, geniale e difficilissima da arrangiare, ma la amo. Nonostante Davide venga da un luogo geograficamente e artisticamente lontanissimo da noi, ha dentro di sé un mondo di filastrocche popolari che si sposa con noi in maniera molto naturale».

Il vostro progetto, che non è solo musicale, dà l’impressione che fin dall’inizio abbiate avuto molto chiara la vostra strada, e che la stiate percorrendo in maniera molto focalizzata, senza preoccuparvi di quel che vi sta intorno, che sia positivo o negativo.

«È verissimo. Io amo dire che siamo il gruppo italiano più fuori moda che c’è, e ne ho avuto una conferma, ad esempio, al concerto del Primo maggio a Roma. Adesso il mercato musicale è in mano ai giovani che stanno tutto il giorno attaccati al telefonino e coi loro clic decretano il successo. Io sono orgoglioso di essere spettinato e fuori moda, ma di far parte di un progetto in cui all’inizio nessuno credeva, e che invece sta crescendo tantissimo».

Nel codice QR in pagina, l’accesso al video del brano “È così”

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