Nuovi sequestri di mascherine in uso agli operatori Ausl Romagna

Una notifica di sequestro di mascherine chirurgiche, ffp2 ed ffp3 non a norma, firmata dalla procura di Roma. Anche in Romagna l’Ausl si è vista recapitare il decreto legato all’inchiesta che ha coinvolto l’ex commissario straordinario all’emergenza Covid Domenico Arcuri, iscritto nel registro degli indagati per peculato ed abuso d’ufficio.

La Guardia di Finanza ha chiesto per la magistratura il ritiro dei presidi lo scorso 15 di ottobre. L’Ausl dovrà entro la giornata di domani notificare quante ne siano state trovate in uso nei reparti e nei presidi di tutto il territorio di competenza: ritirati e stoccati sotto sigillo al magazzino unico di Pievesestina.

Le tipologie di mascherine e filtranti facciali ffp2 ed ffp3 interessate al decreto di sequestro sono 14, ed erano presenti sia nei reparti ospedalieri che in alcuni servizi a diretto contatto con tutta l’utenza come i pronto soccorso e le ambulanze del 118.

Si tratta prevalentemente di presidi fabbricati in Cina e distribuiti fin dai primi mesi dello scorso anno. Molti sono dunque già stati utilizzati ben prima che le fiamme gialle iniziassero le richieste di sequestro e che alla procura di Roma si paventassero accuse sulla non idoneità degli stessi.

Non è la prima volta dall’inizio della pandemia che vengono eseguiti dei sequestri simili. Con gli operatori della sanità arrabbiati per la consapevolezza improvvisa di non potersi fidare di una base protettiva invece molto importante. L’indagine riportata dal Corriere Romagna nello scorso mese di aprile (in quel caso coordinata dalla Guardai di finanza di Gorizia) portò nel giro di qualche settimana a bloccare circa 500 mila pezzi che erano ancora sparsi per tutta l’Ausl e pronti per poter essere usati.

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