Nuovi sequestri a Ravenna per traffico di cocaina e hashish

E’ stato uno degli ultimi a essere trovato dagli uomini dell’Antidroga della Squadra Mobile, che martedì sono giunti a un punto di svolta dell’operazione “Digger dog” notificando misure cautelari nei confronti di 20 persone indagate a vario titolo per spaccio e traffico di cocaina destinata alla piazza romagnola. Quando lo hanno rintracciato, nell’abitazione di Conselice in cui era domiciliato, in casa sono sbucati altri 180 grammi di hashish e ulteriori 30 grammi di cocaina. Un quantitativo che ha fatto scattare pure l’arresto per Cesar Augusto Carrasco Matos, 41enne di origine domenicana. Nascondeva anche materiale per il confezionamento della droga, segno che la sua attività di pusher era ancora florida. Un’ “occupazione” tenuta d’occhio fin dal 2019, quando l’intera inchiesta coordinata dal sostituto procuratore Lucrezia Ciriello ha preso piede. Ora anche il pm di turno Cristina D’Aniello ha ottenuto la misura degli arresti domisiliari anche in riferimento all’ultimo quantitativo di stupefacente sequestrato dalla polizia.

Il ruolo del 41enne era subordinato a quello di uno fra i principali esponenti della rete criminale, già finito in carcere martedì: secondo l’ipotesi accusatoria, acquistava polvere bianca da Orion Rama, 27enne albanese domiciliato a Lugo, ritenuto uno fra i principali distributori delle partite di droga poi rivendute. Interrogato di fronte al giudice per le indagini preliminari Janos Barlotti alla presenza del proprio avvocato Chiara Belletti, ha deciso di parlare, limitandosi a una generica ammissione di responsabilità per i fatti contestati.

Gli ultimi sequestri

L’ultimo sequestro a casa del 41enne dominicano si somma a quello di cui già si è scritto a inizio settimana: vale a dire l’ulteriore chilo e mezzo di cocaina e altri 10 chili di hashish suddivisi in panetti. Un ritrovamento che ha portato anche alla scoperta dell’ingegnoso nascondiglio artigianale pensato per il trasporto dello stupefacente, ricavando dei contenitori da alcune lattine di Coca Cola, con tanto di tappo svitabile e rivestimento interno. Inoltre, nel corso delle stesse perquisizioni d un altro complice, sono invece sbucati 55mila euro in contanti, minuziosamente incellofanati, per i quali è stato chiesto il sequestro preventivo.

Le indagini hanno stimato che i membri del gruppo criminale riuscissero a piazzare nel periodo di piena attività la bellezza di 5 chili di cocaina ogni settimana. Si servivano di espedienti particolari, come telefoni criptati per evitare di essere intercettati, comunicando anche in un linguaggio in codice per definire quantità e orari per lo scambio delle dosi.

FED.S.

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