Nuovi alberi grazie alla bolletta e alle stazioni ecologiche

Nuovi alberi grazie alla bolletta elettronica e al ricorso alle stazioni ecologiche. Questi sono solo alcuni degli interventi della sfida green che il Gruppo Hera sta conducendo e che prendono maggior forza in occasione della Giornata mondiale della Terra. In totale, sono 3.500 gli alberi destinati ai contesti urbani piantati dal 2014 a oggi grazie proprio all’adesione all’iniziativa “Elimina la bolletta, regala un albero”, che ha spinto i cittadini a dire “no” alla bolletta cartacea. Nel 2020, quindi in piena pandemia, la società ha portato avanti l’iniziativa “Più alberi in città”, in collaborazione con alcune amministrazioni comunali, proprio per avviare un progetto di forestazione urbana legata ai conferimenti in stazione ecologica. In questo caso Hera ha donato un albero ogni 50 nuovi utenti domestici che hanno portato i propri rifiuti a questi impianti. Grazie a questo progetto le aree urbane hanno benefici sulla biodiversità e sul miglioramento della qualità dell’aria: ogni albero, infatti, può catturare ogni anno circa 100 chili di anidride carbonica. In totale, quindi, i 3.500 alberi piantumati arrivano a prendere circa 350 tonnellate di Co2. Nel punto realizzato da Hera in occasione dell’Earth Day, emerge il contributo del gruppo proprio sull’energia rinnovabile: è stata tra le prime multiutility italiane a puntarci e oggi tutte le attività di Hera, AcegasApsAmga e Marche Multiservizi sono già alimentate al 100% da energia elettrica pulita. Nel 2020 i consumi di energia elettrica complessivi del Gruppo sono stati coperti per l’83% da energia proveniente da fonti rinnovabili certificate. Entro il 2023 si prevede di giungere all’uso di energia elettrica rinnovabile per il 100% dei consumi. Per quanto riguarda la tutela del suolo, invece, assume un particolare rilievo la sensibilità per evitare di “mangiarne” dell’altro. Nel 2020 le opere di rete e di impianti concluse hanno previsto un uso di suolo per oltre 320 mila mq, di cui circa l’87% ha riguardato suolo già occupato da infrastrutture esistenti (circa 278 mila mq). Da oggi al 2024, secondo l’impresa, si perseguirà l’obiettivo di riutilizzo del suolo attraverso interventi di adeguamento e potenziamento delle infrastrutture esistenti. Si stima di riutilizzarne circa 256 mila mq nella progettazione di infrastrutture, ovvero il 66% del suolo totale coinvolto da nuove progettazioni. La chiave di sviluppo è basata su 3 “P”: pianeta, persone e prosperità. È questa un po’ l’interpretazione di una sostenibilità moderna in grado di conciliare l’impresa con il rispetto dell’ambiente. «Quanto si è prodotto a livello sociale ed economico in ragione dell’attuale emergenza sanitaria, del resto, ha finito per rendere ancora più premiante l’orientamento alla resilienza», spiega Tomaso Tommasi di Vignano, presidente esecutivo del gruppo.

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