Nuova piscina di Viserba ecco come sarà

Abbiamo il nome, Acqua Rimini, e la data di avvio lavori, maggio 2023. Ecco la carta d’identità della nuova piscina comunale di Viserba presentata ieri dal sindaco Jamil Sadegholvaad e dagli assessori Mattia Morolli (lavori pubblici) e Moreno Maresi (sport). Va detto, il Pnrr impone una corsa contro il tempo: lavori assegnati entro il 31 marzo.

Tre due uno, via

Allora. Il nuovo impianto costa 10,5 milioni di euro, 2,1 milioni dei quali distribuiti dal Pnrr. La tempistica è quindi piuttosto rigida: lavori aggiudicati entro il 31 marzo (il bando sarà attivato entro il 30 dicembre), apertura del cantiere prevista a maggio e inaugurazione entro gennaio 2026.

Perché Viserba

Intanto va ricordato che la piscina era prevista in via Della Fiera davanti al Palas, ma le difficoltà economiche della ditta capofila hanno fatto naufragare il progetto. Il Comune ha così scelto Viserba, in particolare gli spazi del parco don Tonino Bello. «Una collocazione ancora più strategica – ha spiegato il sindaco Sadegholvaad – perché in un quartiere che ha avuto uno sviluppo importante: nel 2000 aveva 25mila abitanti, oggi ne ha 35mila. E poi l’impianto si inserisce in una rete di piscine: Riccione, San Marino e il Garden».

Il progetto

L’impianto è progettato da un raggruppamento guidato dallo studio “Settanta7” e nascerà a Viserba Monte nell’area tra via Sacramora e via Baroni. Per ora si chiama “Acqua Rimini”. Sarà dotata di una vasca principale da 10 corsie (25 per 25 metri le dimensioni) e altre due dedicate all’acqua fitness, avviamento al nuoto per ragazzi e bambini. Potrà accogliere 300 utenti alla volta. Sarà presente una tribuna riservata al pubblico per una capienza massima di 150 persone, mentre grandi vetrate direttamente a livello del parco assicureranno la presenza visiva costante del verde che circonda il complesso.

Sono previsti una palestra con spogliatoi, un negozio di articoli sportivi, un punto ristoro, un deposito per le attrezzature in uso alle associazioni sportive che utilizzeranno l’impianto. A servizio della piscina saranno realizzati due parcheggi, nei lati sud-est e sud ovest del parco da 32 e 51 posti auto (mentre la zona già ora offre 250 stalli). Per l’esterno sono stati scelti simboli legati all’acqua e alla riminesità, primo tra tutti il celebre delfino dipinto da Marcello Dudovich per la stagione balneare del 1922.

L’edificio sarà a due piani, alto più di sei metri, ampio 3.205 metri quadrati e lati lunghi 56 e 60 metri. La nuova struttura avrà elevate performance energetiche con tanto di impianto fotovoltaico e generatore.

È avviato un dialogo con gli operatori per non spostare il mercato ambulante settimanale. Il centro sociale “Viserba 2000” resta al suo posto.

Il parco don Bello

È una delle critiche firmate dal comitato del no: si riduce l’area verde. Il sindaco tranquillizza da questo punto di vista perché la realizzazione della piscina sarà accompagnata dalla valorizzazione del parco e lo spazio esterno sarà potenziato con la messa a dimora di 100 nuovi alberi. L’area sarà dotata di pista di atletica, area giochi, campetti sportivi da calcetto e basket. Una nuova illuminazione. Mentre saranno ampliate le aree di sgambamento per cani. «Parco don Tonino Bello – conclude il sindaco – non sprigiona tutte le sue potenzialità, oggi è un “anellone” di asfalto intorno a un campo».

«La stragrande maggioranza dei viserbesi è favorevole alla nuova piscina». Il sindaco Jamil Sadegholvaad sintetizza così il confronto avuto con i comitati cittadini, in particolare quello del “no” preoccupato per parcheggi, viabilità e verde pubblico.

«Alla fine cambieranno idea – assicura il primo cittadino -. Non si tratta solamente di una nuova piscina ma di una realizzazione che diventerà una parte importante della vita sportiva e sociale di tutto un quartiere. E lo sarà perché è un impianto di nuova concezione in tutti i sensi. Nuovo per quanto riguarda l’utilizzo di fonti energetiche naturali, nuovo nell’impostazione architettonica, nuovo per la dimensione pubblica che esso svolgerà permettendo la riconfigurazione e l’ampliamento dell’area verde su cui si colloca, adesso sottoutilizzata e l’integrazione razionale delle sue attività con, ad esempio, quelle del polo scolastico di Viserba».

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