Nuova indagine per bancarotta su broker di Lugo

Lo hanno rintracciato all’alba con un decreto di sequestro in mano. Si sono fatti accompagnare dentro casa, ma anche nella banca in cui ha aperto i conti correnti, guardando pure nella Porsche che sfoggiava per le vie di Lugo. Infine sono entrati nell’ufficio di via Matteotti, sede dello studio di “consulenza e progettazione assicurativa” che porta il suo nome: Lorenzo Tozzi. Lui ha affisso un cartello alla porta: “Oggi l’agenzia è chiusa, riapriamo domani”.

È un’operazione massiccia quella eseguita ieri dal Nucleo di Polizia economico-finanziaria della Guardia di finanza di Ravenna, su delega della Procura, nei confronti del broker lughese 46enne. Un personaggio finito di recente nelle cronache per due distinti processi, di cui uno ancora in corso e l’altro conclusosi in primo grado con la condanna. Per certi versi, la “visita” di ieri, disposta dal sostituto procuratore Silvia Ziniti, deriva da una costola investigativa di quei procedimenti penali che vedono Tozzi accusato di appropriazione indebita e truffa aggravata. Ma il reato principale ora contestato nella nuova inchiesta è quello di bancarotta fraudolenta.

Società prosciugate

Fulcro principale delle accuse riguarda una serie di società intestate o riconducibili all’indagato, aperte e utilizzate per convogliare i proventi delle attività gestite dal 46enne e – secondo l’ipotesi degli inquirenti – spolpate fino a procurarne il fallimento. Da qui l’indagine parallela ai processi già avviati, che è stata affidata ai finanzieri ravennati e che ieri ha portato anche ad altri sequestri e perquisizioni mirate, contemplando anche le proprietà di soggetti terzi, che potrebbero avere ricoperto il ruolo di prestanome.

I processi in corso

E’ lecito supporre che questo nuovo fronte d’indagine economico-finanziaria derivi dai numerosi capitoli penali già incardinati in tribunale. Il più pesante, tutt’ora in corso, è quello che ha accorpato una raffica di truffe e appropriazioni indebite ai danni di una decina di persone, individuate dalla Procura come parti offese, per un giro d’affari di svariate centinaia di migliaia di euro. Tra queste, fra i tanti clienti che tra il 2016 e il 2019 si sono rivolti a Tozzi per stipulare polizze assicurative di vario genere salvo poi denunciare un presunto raggiro, figurano personaggi noti: l’attrice forlivese Rosalba Neri (molto conosciuta negli anni ‘60 e ‘70 quando lavorò con registi come Rossellini e Comencini) si sarebbe affidata a lui per una polizza sulla vita; ma anche un parroco lughese avrebbe confidato nelle capacità del broker per assicurare la parrocchia in caso di incendi o infortuni. Tuttavia il denaro – questo il nocciolo della contestazione – non sarebbe mai stato versato come promesso dal mediatore nelle polizze aperte in diverse agenzie assicurative sparse tra Faenza, Cesena e Arezzo (risultate estranee ai fatti). Si è invece chiusa con la condanna a un anno e sei mesi un’altra vicenda legata alla gestione di un ingente patrimonio: quello dell’anziano padre. Tozzi era imputato insieme alla madre, a sua volta condannata a 2 anni e 9 mesi per peculato, per avere prosciugato il patrimonio del marito in favore del primogenito, il 46enne appunto, ai danni del figlio minore.

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