Nuoto, per Cerasuolo un oro europeo alla Scozzoli

C’è una domanda che non serve porre a Simone Cerasuolo, imolese, neo campione d’Europa juniores nei 50 rana. Per capire a chi si ispiri in tutto quello che fa basta sentirlo parlare due minuti e subito balza alla mente il giovane Fabio Scozzoli, compagno di allenamenti del giovane ranista romagnolo, che ha nel vice-campione mondiale del 2011 il punto di riferimento assoluto. «Fabio è un idolo, un esempio, uno stimolo continuo per me – dichiara Cerasuolo – ci spingiamo a vicenda e ci prendiamo anche tanto in giro, soprattutto per la fede calcistica, visto che lui è milanista e io juventino sfegatato. Potermi allenare con lui, vedere e studiare tutti i suoi movimenti per me è stato e sarà importantissimo».

Si può vincere un titolo europeo a 18 anni appena compiuti, nella piscina più bella del mondo e non essere soddisfatti fino in fondo perché Simone Cerasuolo è uno a cui piace fare le cose per bene. «Può sembrare presuntuoso, dopo aver migliorato entrambi i miei personali ed aver vinto due medaglie europee – spiega il portacolori dell’Imolanuoto – ma potevo fare ancora meglio, soprattutto nei 100 ma anche nei 50. So cosa valgo in questo momento e sono certo che posso migliorarmi ulteriormente».

Nei 100 probabilmente ha pagato l’emozione per la prima gara internazionale e la pressione che gli era piombata addosso dopo aver fatto segnare il primo tempo sia in batteria, sia in semifinale. «Il nuovo non sempre è una scienza esatta – afferma – ho fatto bene cinque vasche su sei, mi è mancata la vasca di ritorno della finale perché ai 50 ero in testa più o meno sul crono che avevo programmato di fare. Credo di aver sofferto dal punto di vista psicologico perché fisicamente sto bene e non è quello il problema. Per fortuna è comunque arrivato un bronzo che ho difeso con i denti tra mille difficoltà in un finale dove mi ero scomposto. In quel momento ho iniziato a costruire il riscatto».

Nei 50, infatti, non ha avuto rivali. «Alcuni particolari mi vengono bene, come ad esempio la partenza e nei 50 un buon avvio è determinante per il risultato finale. Sono stato davanti dal primo all’ultimo metro e quando ho visto il tempo e il piazzamento è stata una liberazione. Arrivavo da un giorno in cui avevo gareggiato quattro volte e il rischio di farsi sopraffare dalla stanchezza c’era ma fortunatamente non è stato così».

Una rana moderna, la sua, che ricorda secondo qualcuno, quella della vice-campionessa del mondo e campionessa europea Benedetta Pilato, altra “bambina prodigio” del nuoto azzurro. «Forse è un paragone azzardato. Benny a 16 anni ha vinto tutto quello che poteva, io sono al mio primo successo a livello giovanile. Ho ancora tanta strada da fare per arrivarle vicino».

Non ha un piano B, al momento, Simone Cerasuolo che dice di vivere per il nuoto e in piena sintonia con il tecnico Cesare Casella. «Il nuoto al momento è il mio obiettivo principale, quasi esclusivo, anche se il prossimo anno conseguirò la maturità all’Istituto Tecnico. Con Cesare Casella c’è grande feeling. Lo ascolto e lo seguo perché mi dà sempre il consiglio giusto al momento giusto. Ogni tanto lo faccio arrabbiare, quando non metto in acqua il massimo impegno ma si risolve tutto con un urletto e una risata. L’obiettivo? Migliorarmi e puntare ad Europei senior in vasca corta e lunga: ci sono quattro posti e anche se la concorrenza è alta ci posso provare».

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