Nuoto, l’occasione di Cerasuolo ai Mondiali di Budapest

Non è la fine di un’epoca ma fa specie che dopo due lustri in cui i romagnoli sono stati protagonisti n elle piscine di mezzo mondo oggi parta un Mondiale di nuoto con al via un solo romagnolo della nuova ondata, Simone Cerasuolo che tra l’altro sarà in acqua solo nei 50 rana, gara per cui aveva centrato la qualificazione e non nei 100, gara che apre il programma del Mondiale.

La “generazione dei fenomeni” non ha esaurito definitivamente il suo slancio, anzi sono ancora tutti lì, pronti a combattere, ma dopo un 2022 pesantissimo in termini di impegni agonistici, non tutti gli atleti di casa nostra hanno deciso di preparare un Mondiale anomalo come quello di Budapest. Si sarebbe dovuto gareggiare a maggio a Fukuoka ma il Giappone ha rinunciato e questo evento ha pestato i piedi a Giochi del Commonwealth ed Europei di Roma su tutti.

Con un evento continentale nella piscina di casa, tanti atleti italiani hanno scelto di puntare direttamente a Roma, tra questi i due freschi sposini: Martina Carraro per scelta e Fabio Scozzoli per necessità visto che i problemi fisici ancora una volta ne hanno stravolto l’agenda. Agli Europei punteranno anche Ilaria Bianchi, Alessia Polieri, Carlotta Zofkova, Andrea Castello, Federico Poggio e Simone Cerasuolo: tutti hanno le carte in regola per ben figurare a livello continentale. Di Mondiali da qui a Parigi 2024 ce ne saranno altri due, uno il prossimo anno a Fukuoka e uno a gennaio 2024 a Doha nell’anno olimpico.

Il ranista romagnolo emergente è Simone Cerasuolo: campione europeo Juniores dei 50 rana, su questa distanza con 26”85 il giovane imolese ha staccato il pass per Budapest dove affronterà la prima grande manifestazione internazionale tra i grandi.

Strappato al calcio dal tecnico Cesare Casella, Cerasuolo ha fatto passi da gigante nell’ultimo anno e già era stato protagonista agli Assoluti di dicembre. Si ispira a Scozzoli ma non si allena tanto con il compagno di squadra che svolge lavori differenziati. Il fisico non gli manca, il ritmo anche: gli serve continuità e resistenza per potersi esprimere sui 100 allo stesso modo in cui ci riesce sui 50. Questo è l’obiettivo in prospettiva Parigi 2024 ma sarà bello vedere come reagirà allo stimolo di un grande palcoscenico come il Mondiale ungherese e come si porrà di fronte ai grandi interpreti di una rana un po’ “orfana” a questi Mondiali viste le assenze di Peaty e Shymanovich.

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