Nuoto, domani via gli Europei: 6 romagnoli alla conquista di Roma

Il sogno che si avvera. Disputare un Europeo nella piscina di casa è un’emozione forte e saranno ben sei gli atleti romagnoli, alcuni nati e cresciuti qui, altri di fatto adottati in particolare da Imola, che saranno impegnati da domani nella rassegna continentale che si disputa alla piscina del Foro Italico.

Per la rappresentanza femminile, composta da Ilaria Bianchi e Martina Carraro, non sarà una prima volta perché entrambe ai Mondiali del 2009 che si svolsero sempre a Roma, facevano parte della formazione azzurra e tredici anni dopo sono ancora lì a lottare in vasca, entrambe con tanta voglia di disputare almeno un’altra Olimpiade fra due anni a Parigi.

Sarà una prima volta assoluta per Fabio Scozzoli che nel 2009 sfiorò soltanto la convocazione in azzurro e ora, a 34 ani, ha la possibilità di nuotare in una grande manifestazione internazionale in Italia, e prima volta sarà anche per gli imolesi acquisiti Federico Poggio e Andrea Castello, mentre per l’imolese purosangue Simone Cerasuolo non sarà esattamente un debutto visto che lo scorso anno lui vinse il titolo europeo juniores nei 50 rana proprio nella piscina del Foro Italico.

L’assalto alle medaglie sarà complicato ma non impossibile per un contingente “variopinto”, composto in parte da atleti molto esperti e in parte da giovani che però qualche esperienza internazionale l’hanno già vissuta.

Fabio Scozzoli

Finalmente. Un anno fa era costretto a guardare da casa i Giochi Olimpici ai quali aveva sperato di partecipare. Prima l’infortunio ai gomiti, poi il Covid che lo ha costretto a saltare prima i Mondiali in vasca corta ad Abu Dhabi e poi gli Assoluti di Riccione e, di conseguenza, i Mondiali di Budapest. La fortuna, negli ultimi due anni, non è stata dalla sua parte ma lui, nonostante i 34 anni, non si è arreso ed è ripartito dai 50 rana. Ha vinto i Giochi del Mediterraneo (da dove era partito, con un bronzo nella staffetta mista, 13 anni fa a Pescara) e adesso ci riprova nella manifestazione che gli ha regalato più soddisfazioni, l’Europeo.

Già superare il primo turno, contro Martinenghi, secondo al mondo, e il compagno di allenamenti Cerasuolo, quinto al mondo, sarà un’impresa titanica. Se ci riuscirà potrà di diritto entrare negli aspiranti alla medaglia che sarebbe un risarcimento congruo per quanto ha passato nelle ultime stagioni.

Ilaria Bianchi

L’Europeo l’ha spesso vista grande protagonista: due bronzi individuali nei 100 farfalla, qualche medaglia in staffetta, il quarto posto con un pizzico di amaro in bocca quattro anni fa a Glasgow. La marcia di avvicinamento (i 32 anni sono una realtà) non è stata semplice ma lei è in grado di tirare fuori dal cilindro la prestazione a sorpresa: la semifinale nei 100 è assolutamente alla sua portata, per la finale servirà la miglior Bianchi degli ultimi due anni e, se Di Liddo non sarà al meglio, dovrà farsi trovare pronta anche per le staffette miste dove non ha mai fatto mancare il suo apporto prezioso.

Martina Carraro

E’ l’Europeo del relax ma anche dei ricordi perché al Foro Italico lei, quindicenne, si affacciò al mondo del nuoto dei grandi al Mondiale 2009 e non potrà non tornare con la memoria a quelle emozioni forti. La sua stagione è tutta rivolta a questo appuntamento. Si è concentrata sul matrimonio e sulla nuova famiglia ma adesso vuole tornare in acqua e dare battaglia. Quella vista a Ostia è già una buona Martina Carraro che a Roma può contare sicuramente su una freschezza atletica superiore a tutte le rivali che hanno speso tanto a Budapest. Anche per lei già superare la concorrenza interna sarebbe una grande soddisfazione e soprattutto la lancerebbe nell’orbita delle grandi favorite. Rispetto al marito ha una chance in più, i 100 di cui è bronzo uscente.

Simone Cerasuolo

Non può nascondersi, nonostante la giovanissima età, l’inesperienza e tutto il resto. E’ vero che all’appello mancava un certo Adam Peaty che incute sempre un certo terrore negli avversari, è vero che Kamminga e Sakci rimasero nettamente al di sotto delle loro possibilità, ma a Budapest il giovane prodotto del vivaio imolese nei 50 è stato quinto al mondo e terzo fra gli europei e un po’ di aspettative le ha create attorno al suo nome. Dovrà, come Scozzoli, prima di tutto vincere la concorrenza interna (che più interna di così non si può) e poi può cercare di spiccare il volo e se non sarà Roma sarà Fukuoka il prossimo anno. La strada è lunga e la classe c’è: non per forza si deve ottenere tutto subito.

Federico Poggio

Un anno fa viveva il sogno olimpico ma evidentemente la sua carriera deve essere una sequenza di alti e bassi perché subito dopo un problema piuttosto serio lo ha costretto ad un lungo stop, impedendogli di partecipare alla corsa per i Mondiali di Budapest. L’obiettivo era farsi trovare pronto per Roma e lo ha centrato: forse non sarà ancora a livello dello scorso anno quando se la giocava con Nicolò Martinenghi soprattutto nei 100 ma la strada intrapresa è quella giusta e già esserci a Roma è un bel successo.

Andrea Castello

Da Budapest a Roma la strada non è stata facile. Il pugliese di stanza a Imola vuole stupire come fece a marzo dello scorso anno e come ha fatto quest’anno a Ostia quando ha vinto la gara che non ti aspetti, i 100 rana, faticando di più in quella che è la distanza che gli ha permesso di essere convocato a maggio 2021 all’Europeo ungherese. L’obiettivo a Roma è quello di superare il primo turno nei 200, poi se verrà qualcosa in più sarà tutto di guadagnato. E’ comunque una tappa fondamentale per vederlo in modo costante protagonista in una specialità, i 200 rana, fra le poche che in Italia non esprime atleti competitivi a livello internazionale, per ora.

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