Imola, sottopassi allagati e auto intrappolate: il bilancio di un burrascoso giovedì mattina

Un paio d’ore di pioggia battente, dalle 4 alle 6, e raffiche di vento anche sopra i 50 chilometri orari nel cuore della notte hanno sconquassato la città che ieri mattina si è svegliata fradicia, con l’acqua entrata nelle scuole, in ospedale, nelle case e che aveva colmato i sottopassi stradali, e in alcuni casi senza corrente elettrica. In quel breve lasso di tempo sono caduti più di 57 mm. Per capire la portata, basti pensare che la quantità cumulata di pioggia annua media di Imola, dal 1946 al 2020, è di 783 mm (e nel 2020 è stata di 520mm). Il centro storico si è svegliato al buio e c’è rimasto per alcune ore. Dalle 5.30 fino alle 10.15 negozi, bar, uffici, anche quelli comunali (senza telefono e connessione internet anche in piazza Gramsci, di via Cogne e in Sala Miceti), a causa del black out non hanno potuto lavorare e hanno affisso cartelli alle saracinesche. Il tutto a causa del violento temporale che dalle 4 si è abbattuto sul territorio imolese. Anche le lancette dell’orologio comunale hanno smesso di funzionare, fermandosi sulle 5 esatte del mattino.

Sottopassi allagati e fango

Disagi si sono registrati in diverse parti della città già a partire dalla tarda notte, con strade e sottopassi allagati, come quelli di via Vittorio Veneto – Primo Maggio, dove la Polizia di Stato ha tratto in salvo due automobilisti che erano rimasti intrappolati nelle loro autovetture, via Selice, anche qui con un’auto soccorsa dai pompieri e che è ritornato percorribile verso le 6.15, e via Sellustra. Ruscellamento di fango e detriti che hanno ricoperto la strada si sono registrati poi in via Bergullo, mentre nella zona di Casola Canina e aree limitrofe i fossi e canali, in particolare il Ladello e il Gambellara erano quasi colmi. Area Blu è intervenuta poi per verificare l’allagamento di una strada privata, in via della Galletta (traversa di via Bergullo), che era stata interessata dallo scivolamento di fango e detriti provenienti da un fosso anch’esso privato. Non si sono registrati, per fortuna, feriti. Alcune palestre, come quella Veterani dello sport e Cavina hanno avuto infiltrazioni ma senza che questo impedisse l’utilizzo delle stesse. «In questi giorni Imola – ha commentato il sindaco Marco Panieri ringraziando pubblicamente sia i vigili del fuoco che le squadre di tecnici di Area Blu impegnati per tutta la giornata di ieri – è stata attraversata da forti temporali che ha portato alla caduta di una grande quantità di acqua in poco tempo. Siamo a conoscenza dei disagi che si sono venuti a creare nella città, nelle scuole, nei sottopassaggi, nelle vie di comunicazione e in varie parti del centro storico, coinvolgendo anche lo stesso municipio. Da parte nostra il compito è di continuare a sforzarci sul fronte della manutenzione e dei lavori pubblici. Stiamo sbloccando tante risorse, purtroppo il patrimonio pubblico è molto vasto e le possibilità sono limitate».

Acqua in ospedale e in duomo

Infiltrazioni sono stare registrate anche nel vano scala del Dipartimento di emergenza dell’ospedale nuovo di Imola e hanno danneggiato alcuni pannelli del controsoffitto in fibra minerale e una colonna ascensori. Anche in questo caso è stata colpa causate dell’intasamento degli scarichi delle acque piovane, ammette l’Ausl. I pannelli pericolanti, ha fatto sapere l’Ausl in giornta, sono stati in parte rimossi e saranno sostituiti, mentre i tecnici dell’Ausl ieri pomeriggio stavano verificando la funzionalità di 2 ascensori per il pubblico, che non potranno essere utilizzati per alcuni giorni, quindi i visitatori saranno indirizzati a 2 ascensori in genere adibiti all’uso interno.

L’acqua è penetrata anche in Duomo e ha creato danni nella sacrestia di San Cassiano, provocando il distaccamento di con una piccola porzione di soffitto.

I motivi del black out

Tra le zone più colpite c’è sopratutto il quadrante del centro intorno a piazza Matteotti. Qui i tecnici di Hera, sono dovuti intervenire all’alba per risolvere il guasto alla centralina elettrica che ha lasciato 61 utenti, distribuiti tra la galleria Risorgimento, piazza Matteotti, via Aldrovandi, via Emilia e via Mazzini, dalle 5.30 alle 10.15 circa senza corrente. La causa è dovuta all’allagamento della cabina elettrica interrata di piazza Matteotti. L’acqua ha superato il metro di altezza all’interno dello spazio, in quanto la pompa presente non è riuscita a farla defluire prima che arrivasse a toccare i fusibili facendoli saltare. Dopo un primo intervento per liberare la cabina e ripristinate le condizioni necessarie per operare in sicurezza, gli operatori hanno provveduto alla riparazione facendo ripartire tutte le utenze intorno alle 10.10. L’unica realtà a non essere stata toccata dal black out è stata la chiesa del Suffragio.

Il disagio di bar e negozi

«Arrivato al lavoro ho notato subito che non andava l’energia elettrica. Situazione che – spiega Matteo Gabusi del negozio Joseph bimbi posto sotto il portico della piazza – è durata per alcune ore, all’incirca fino alle 10, durante la mattinata. Abbiamo visto gli operai al lavoro per liberare dall’acqua i locali allagati dei quadri elettrici sotto la piazza». Anche nell’altro negozio della catena, posto tra via Emilia e via Marsala l’acqua caduta nella notte ha creato disagi visto che è penetrata nello scantinato, senza però creare danni alla merce. Stessa sorte è toccata ad esempio ai bar Centrale e Bologna che hanno riaperto dopo le 10.30, per non parlare del municipio i cui uffici sono rimasti senza corrente elettrica e senza linea telefonica fino alle 10 del mattino. Anche la tabaccheria Minghetti, posta sotto il porticato dell’orologio lungo la via Emilia, ha riaperto solo in tarda mattinata e come sottolinea il titolare Alessandro Minghetti «per fortuna abbiamo avuto il disagio solo dell’interruzione dell’energia elettrica e nessuna infiltrazione di acqua nel nostro locale».

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