Novafeltria, ragazzina palpeggiata in piazza: inchiesta chiusa per sei bulli

Ragazzina molestata sessualmente e amichetto bullizzato. La Procura del Tribunale dei Minori di Bologna ha chiuso l’inchiesta; ed a sei degli otto denunciati dai carabinieri della prima ora, il pubblico ministero Emiliano Arcelli ha notificato l’avviso di chi conclusione delle indagini. Immutati i capi d’accusa: violenza sessuale di gruppo aggravata ed atti persecutori. Presunti violentatori e presunti stalker sono stati tutti ascoltati dal Pm. L’inchiesta dei carabinieri della Compagnia di Novafeltria, era partita dopo un doppi episodio avvenuto il 1 novembre dello scorso anno, in una piazza del paese punto di ritrovo abituale delle presunte vittime e dei presunti carnefici. Quel giorno in quattro (altrettanti avrebbero guardato e basta), dopo averle bloccato mani e gambe, aveva raccontato la ragazzina, l’avrebbero costretta a piegarsi in avanti in una posizione sessualmente inequivocabile, e nonostante le suppliche, avrebbero violato il suo corpo e la sua dignità palpeggiandola ripetutamente. Oltraggio cui ha chiesto di mettere fine l’amico, ottenendo come risposta uno spintone e un colpo alla nuca. Un “esempio” di quelle attenzioni che da tredici mesi, ha fatto scrivere l’amico qualche giorno dopo nella denuncia presentata ai carabinieri, gli riservava il branco in formazione ridotta: solo in tre (due dei presunti violentatori e un presunto guardone), praticamente tutti i giorni da ottobre 2019, fino al lockdown del 2020 per poi riprendere in estate, a ogni incontro lo prendevano a calci, pugni, spintoni, lo schiaffeggiava alla base del collo. Non solo. Gli sputavano addosso, lo ridicolizzavano e offendevano dentro e fuori la scuola, per arrivare a minacciare un pestaggio vero e proprio se non avesse smesso di parlare con una sua compagna, non quella molestata sessualmente, ma una su cui il branco avrebbe posato gli occhi. E non era finita. Altro “divertimento” irrinunciabile sarebbe stato quello di pedinarlo fino al passaggio pedonale fuori dalla scuola e lì spingerlo alle spalle sulle strisce quando le macchine si avvicinavano.

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