Il gallo per la tradizione (le radici), il pavone per la rinascita, la tigre per l’indipendenza. Assomigliano ai tarocchi le tre carte che i tre direttori del “Nòt film fest” Noemi Bruschi, Alizé Latini e Giovanni Labadessa mettono sul tavolo per presentare la nuova edizione (la terza) in programma dal 27 al 30 agosto a Santarcangelo di Romagna. Tre parole e tre animali-simbolo eletti a “spiriti guida” di una rassegna di cinema indipendente partita da zero, con pochissime risorse e tanta voglia di mettersi in gioco, solo tre anni fa.

Con 118 film provenienti da 35 Paesi, di cui 21 europei, ospiti internazionali in arrivo soprattutto da Irlanda e Stati Uniti, 8 anteprime mondiali, 34 europee, 42 nazionali, il festival si presenta ai blocchi di partenza forte di un «percorso di crescita» a cui continua a guardare con attenzione la sindaca Alice Parma, affiancata ieri alla presentazione della rassegna dall’assessore al Turismo, Emanuele Zangoli. Come a calcare l’interesse a fare di questo (per ora?) piccolo festival una nuova occasione (in aggiunta a Santarcangelo Festival) di apertura ad un pubblico non solo italiano.

English speaking

Ma al di là dei numeri c’è già una fisionomia che conta: quella di una rassegna di giovani e soprattutto aperta ai giovani (quest’anno al debutto anche una cinquantina di volontari), “sfacciatamente” (in senso positivo) English speaking (eh sì: l’inglese, anche nel catalogo, è la prima lingua), con molto glamour (red carpet, photoshooting, food&drink mescolato ai film) e coraggio di osare.

Una “personalità” che si mostra tale già nelle scelte della giornata di apertura, giovedì 27 agosto: in serata (dalle 21,30), sul grande schermo allo Sferisterio, il film “Beats” del regista scozzese Brian Welsh (che sarà presente alla proiezione), già passato per alcuni Festival internazionali (tra cui Rotterdam e Torino). Film fortemente musicale, ambientato nella Scozia del 1994, dopo l’entrata in vigore della legge che vieta i rave all’aperto nel Regno Unito, è anche la storia di una amicizia maschile. A precederlo, un video musicale congolese: “Zombies”, del poeta, cantautore, sceneggiatore, attore e video artist Baloji. Un film che racconta un viaggio tra speranza e distopia in una Kinkshasa allucinata e che inaugura una nuova categoria di concorso: quella dei video musicali, che va ad aggiungersi alle altre categorie (narrativa, documentario, fashion) in cui si divide il Palmares.

Full immersion nel cinema indipendente mondiale anche tutti e quattro i pomeriggi del festival, con proiezioni nelle due sale del Supercinema. Da segnalare, tra i momenti “tematici”, i Confini femminili esplorati giovedì 27 con il corto “Woman screaming in a car” di Clara Goldfarb, “Manchador” della regista iraniana Manchador del regista iraniano Kaveh Tehrani che inventa un chador al maschile e “Woman of the photographs” del giapponese Takeshi Kushida.

Corti e doc Queer

Venerdì 28 corti e documentari Queer, tra cui “Queen of the Capital”, su un impiegato governativo di giorno e drag queen di notte. All’interno della sezione Emilia Romagna Docs verrà invece proiettata la prima mondiale di “The childhood experience” di Valentina Olivato.

Lo Sferisterio farà da cornice anche al Castle Bar del festival, luogo di incontro dove il tocco glamour sarà assicurato da Franceschetta58, il bistrot modenese del mondo Francescana (ovvero Massimo Bottura), in esclusiva on tour a Santarcangelo. Proprio qui all’ora dell’aperitivo si svolgeranno le letture di sceneggiature in lingua originale di “JoJo Rabbit”, “Parasite” e altre con l’attore Luca Guastini e after shows musicali con diversi artisti emergenti.

i workshop

Si svolgeranno invece al mattino i workshop dedicati alla sceneggiatura (ce ne sarà uno anche per bambini e genitori), alle strategie per navigare nelle acque impervie dei festival (a condurlo Sandra Lipski, direttrice dell’Evolution Mallorca International Film Festival, che farà parte della giuria), alla regia (con Stefano Cipriani, regista del film rivelazione “Mio fratello rincorre i dinosauri”), al casting, al rapporto musica-cinema. Un’occasione speciale sarà la possibilità, per quattro filmaker, di poter confrontarsi a tu per tu con Peter Baxter, fondatore dello Slamfestival (Usa) e ormai presenza fissa al “Nòt film fest”. Saranno «45 minuti di chiacchierata one-to-one per snodare i problemi della sceneggiatura e farla evolvere insieme», ha spiegato Giovanni Labadessa.

Durante il festival debutta inoltre “Nòtstream”, piattaforma di streaming tutta italiana dove sarà possibile vedere i film in programma in maniera gratuita: sarà lanciata al grande pubblico a gennaio 2021.

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