Nato nel 2018 dall’idea di Noemi Bruschi, Giovanni Labadessa e Alizé Latini, giovani professionisti dell’industria cinematografica con base a Los Angeles, il Nòt film fest è tornato anche quest’anno a Santarcangelo unendo internazionalità e creatività e proponendo autori affermati ed emergenti. Una piattaforma per filmmaker indipendenti che mira a dare visibilità alle voci più innovative: una sorta di Salon des refusés dove ai quadri si preferiscono i film, e invece che a Parigi ci si ritrova in Romagna.

L’edizione 2020

Un’edizione ricca di diversità e di anteprime quella cominciata ieri. Tra videoclip (novità di questa edizione), documentari, corto e lungometraggi, il programma conta 118 film provenienti da 35 Paesi. Senza contare le proiezioni fuori concorso e gli eventi speciali. Ben 84 sono le anteprime nazionali, europee o mondiali.

Giuria e premi

A premiare i migliori sarà la giuria composta da fondatori di festival internazionali (Peter Baxter, Sandra Lipski, Vjosa Berisha e Fatos Berisha), talenti emergenti del cinema italiano (Stefano Cipani, Luca Severi, Anna Pennella e Mauro Russo) e professionisti affermati del mondo dello spettacolo e della comunicazione (Lavinia Guglielman, Mario Fanizzi, Roberto Naccari e Luca Scarcella). Tra i premi speciali, verrà assegnato da Fabula Deck quello alla miglior sceneggiatura, mentre le novità 2020 sono il premio a un giovane artista del territorio finanziato da Avid, e l’Emerging Director Award, un contratto di rappresentanza promosso dalla statunitense Straight Arrow Films. Infine, grazie alla partnership con Final Draft, a tutti i vincitori verrà consegnata una copia del celebre software di scrittura.

Il programma

Spulciando tra le molte proposte di oggi, alle 15 al Supercinema una prima mondiale: Last stand di Martín D. Guevara, documentario corto in competizione ambientato a Marinaleda, il cui sindaco è riuscito a rimanere al potere per 40 anni. Il regista e la sua cinepresa seguono l’uomo per tre anni, con una totale immersione in una delle più spettacolari storie di lotta e delusione degli ultimi anni.

Alle 19 la prima europea di Queen of the capital di Josh Davidsburg, ancora un doc in competizione. Impiegato governativo di giorno, drag queen di notte nella capitale degli Stati Uniti, Muffy Blake Stephyns segue il suo sogno di guidare un gruppo di Lgbtqa+ in una crociata per la comunità.

Alle 21.30, la serata allo Sferisterio prevede la prima italiana di Rotten ears di Piotr Dylewski, lungometraggio di narrativa in gara. È il racconto di una crisi coniugale alquanto prematura: Yanek e Marzena affronteranno le loro paure più profonde sotto la supervisione di un terapista non convenzionale il cui piano di guarigione sfugge di mano.

Oltre ai film, il festival prevede incontri, worskshop e anche l’eccellenza culinaria di Franceschetta58, il bistrot modenese figlio della celebre Osteria Francescana di Bottura. Fino al 30

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