«La mamma mi sveglia presto, mi fa salire in macchina e poi, dopo un giro in collina, mi riporta a casa». È la genesi del nuovo capitolo della querelle familiare che sicuramente più del Covid segnerà la vita di una bambina riminese, al centro di uno scontro al calor bianco tra i suoi genitori, da tempo impegnati a scambiarsi denunce anziché bigliettini d’auguri. Una battaglia generata dalle convinzioni No vax della madre che adesso ha deciso, unilateralmente, di non voler far più frequentare la scuola alla piccina e di istruirla tra le mura domestiche. Bimba che non ha messo piede in classe praticamente dall’inizio dell’anno. Adesso invece potrà ritrovare i suoi compagni. Il papà, assistito dall’avvocato Piero Venturi, ha ottenuto un provvedimento d’urgenza del Tribunale di Rimini che impone alla madre di far riprendere il normale percorso scolastico alla figlia. I giudici impongono anche ai Servizi sociali di seguire ancor più attentamente la vicenda da loro però già ampiamente conosciuta.

La nuova denuncia

Il pronunciamento della magistratura è arrivato dopo che l’uomo per diverse mattine si è presentato sotto casa della figlioletta per accompagnarla a scuola. Ma alle scampanellate ripetute per diversi giorni non ha mai visto correrle incontro la bambina. Per questo, quando ha avuto l’occasione di stare da solo con lei, le ha chiesto di come si svolgesse una sua mattinata tipo, se era contenta d’aver ritrovato i suoi compagni di classe, se la maestra con lei era brava, se le piaceva andare a scuola. Immaginando però che qualcosa non stesse andando per il verso giusto, ha pensato bene di registrare le risposte della figlioletta. Il passo seguente è stato quello di informare il proprio legale e quindi di chiedere al Tribunale di Rimini di imporre all’ex compagna, No vax dichiarata ed ora anche No mask e No school, di portare a scuola la bimba. Ecco perché lo scorso 26 ottobre, dopo aver suonato a vuoto un’altra volta alla porta di casa, e non aver ricevuto risposta all’Sms con cui dava notizia alla donna che i giudici avevano accolto la sua istanza, si è presentato dai carabinieri e l’ha denunciata per inosservanza dell’obbligo dell’istruzione della figlia.

Il precedente

Ironia della sorte il padre ieri è dovuto tornare nuovamente dai carabinieri. Questa volta in qualità di indagato.

La donna, che è assistita di fiducia dall’avvocato Martina Montanari, nei mesi scorsi lo aveva denunciato per inosservanza di un provvedimento del Tribunale. Anche quella volta i giudici erano stati chiamati in causa dall’uomo che chiedeva di imporre l’obbligo vaccinale per la figlia. Nel riconoscerlo avevano anche aggiunto che la bambina doveva essere sottoposta a test sierologici che avrebbero permesso di stabilire se era immunizzata a certe malattie. Gli esperti dell’Azienda Usl spiegarono però che il tribunale era stato troppo zelante: i test sierologici non sono infatti contemplati per almeno tre delle vaccinazioni obbligatorie che la figlia doveva fare; essendo superflui ed inutili non furono così eseguiti.

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