Noa e Gil Dor a Ravenna Festival

Questa sera dalle 21 l’arena Classis ospita il concerto più importante del cartellone 2021 di “Ravenna jazz”, con la cantante israeliana Noa, accompagnata da un quartetto guidato dal chitarrista Gil Dor.

Achinoam Nini, questo il suo vero nome, è nata in Israele da una famiglia ebrea yemenita, ma è cresciuta negli Stati Uniti fin dall’età di due anni, ed è una vera cittadina del mondo, che ha perfino cittadinanza italiana. Per questo motivo ha da sempre abbinato la carriera artistica all’impegno umanitario, ottenendo molti riconoscimenti in entrambi i campi. La sua ascesa artistica comincia a vent’anni, nel 1989, quando incontra Gil Dor, con cui comincia a esibirsi e incide due album; la nota Pat Metheny, che le co-produce l’album “Noa”, e il grande salto sulla ribalta mondiale è compiuto. Jazz e musica etnica, cantata nelle molte lingue che fanno parte della sua formazione artistica e personale, si mescolano nelle sue interpretazioni, ma l’Italia la conosce soprattutto per “Beautiful that way”, versione cantata della colonna sonora del film premio Oscar “La vita è bella” di Roberto Benigni, a firma di Nicola Piovani. Da allora il nostro paese la ama e la adotta, fino a conferirle, come dicevamo, la cittadinanza. Pur avendo lavorato con molti grandissimi musicisti in tutto il mondo, la maggior parte delle migliori produzioni di Noa la vedono al fianco del suo mentore Gil Dor, che guiderà a Classe una band con Ruslan Sirota al pianoforte, Or Lubianiker al basso elettrico e Gadi Seri alle percussioni.

Il concerto è basato su “Afterallogy”, album firmato Noa e Gil Dor, pubblicato in aprile scorso; il disco è dedicato al tema dell’amore, e raccoglie dodici cover di standard jazz americani. Sono tutti brani conosciutissimi, come “My funny Valentine” (1937), che apre il disco, e “Every time we say goodbye” di Cole Porter (1944), che lo chiude. «Il titolo del disco – spiega Noa – è un’idea di Gil: per lui evoca il tempo di riflessione provocato dall’isolamento cui ci ha sottoposto questo delicato momento storico di transizione, una riflessione sull’after all, cioè su quel “dopo tutto” che ci invita a guardare indietro per cercare il senso del nostro presente».

«Mi sembra giusto pensare – precisa Dor – che questo album sia la risposta al perché facciamo quello che facciamo: lavoriamo fianco a fianco da una vita ma ancora oggi continuiamo a scoprirci l’un l’altro, e tutti e due amiamo le composizioni dei grandi autori americani». Biglietti esauriti.

www.ravennajazz.it

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