No all’autismo, una comunità per vivere insieme nella natura

L’autismo è una sindrome grave, che incide sulla capacità di relazione del bambino fino a farne un adulto con un ritardo severo. Purtroppo è in forte aumento in Italia e la ricerca non ne ha compreso le cause né ha elaborato una cura. Risultato: ragazzi abbandonati a loro stessi in famiglie che dopo anni di sofferenze sono spesso soggette al degrado economico e psicologico. Per restituire autonomia e autostima a queste persone, l’Annaa Aps, l’Associazione nazionale no all’autismo, dal 2016 ha elaborato una strategia di vita comunitaria, in strutture residenziali, dove i ragazzi possono avere assistenza e stimoli per recuperare autonomie e autostima, fino a inserirsi in una comunità che recupera la relazione, con tempi corretti rispetto alle loro esigenze. E questo porta risultati e sollievo sia a chi è colpito dalla sindrome sia alle famiglie.

Le strutture sono inserite in un contesto ambientale a forte caratterizzazione naturale. Le due “case” che finora la Annaa ha realizzato – e che ospitano 25 ragazzi – sono una a Nazzano (RM), nell’Oasi Tevere-Farfa e l’altra a Sezze (LT), a stretto contatto con il promontorio e il Parco del Circeo. Qui i ragazzi fanno escursioni e passeggiate nel verde, praticano nuoto e ippoterapia e sono stimolati di continuo per aumentare la propria capacità di relazione con la pet-therapy e attività programmate di incontro con le comunità della zona. Entrambe le abitazioni sono state ristrutturate e rese sostenibili con interventi su caldaie e impianti elettrici che abbassano le emissioni e rendono più coerente e sostenibile la gestione. Orti e uliveti, curati dai giovani ospiti insieme con operatori attenti e molto pratici, rappresentano uno dei punti fermi del percorso di riabilitazione che può portare alcuni degli ospiti anche a entrare nel mondo del lavoro con il loro inserimento in aziende agricole.

Una costruzione che si basa anche sul contributo del cinque per Mille. «Il nostro lavoro deve durare nel tempo e quindi ha bisogno di continuità di finanziamento e di risorse per dare stabilità alle nostre comunità e impulso a quelle che apriremo per dare risposta ai bisogni di almeno altre trenta famiglie devastate dall’autismo» spiega il presidente Camillo Scoyni. “Logicamente il 5X1000 (APS Annaa, cf 97879250583) rappresenta soltanto una “una tantum annuale”. Ma ci permette magari di offrire un progetto in più ai nostri assistiti, come l’ippoterapia, molto costosa, o di dar fiato all’attività in momenti in cui il flusso di cassa langue. Ritengo poi che la sottoscrizione sia anche un indicatore della reputazione. Più sottoscrizioni hai, più vuol dire che sei conosciuto e apprezzato».

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