RIMINI. Hanno adagiato in terra gli zaini dei propri figli e sopra un biglietto con nome, classe e istituto. Sono i genitori dei ragazzi che dovrebbero frequentare le scuole superiori, un ritorno in classe rinviato di volta in volta. L’ultima data buona è il 25 gennaio. Ma c’è sfiducia. Per tutti, mamme e papà, la didattica a distanza non è scuola, ma sopravvivenza e i ragazzi stanno pagando un prezzo troppo alto: perdono gli anni più belli, non vivono come dovrebbero vivere a 16 anni, questo periodo di amicizie e spensieratezza non glielo darà più nessuno. La richiesta è il ritorno in classe, con tutte le precauzioni del caso: mascherine, distanziamento, sanificazione. Ripetono tutti in coro: “La scuola è un luogo sicuro”.

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