Nicola Piovani e Milo Manara “Felliniani nel mondo”

Esercitarsi alla meraviglia. Il Teatro degli Atti per una sera, giovedì 24 novembre, si è trasformato in un salotto dedicato al grande regista riminese, con il “Fellini talks”. Un Amarcord sentito e stimolante. Tra gli ospiti d’eccezione due grandi artisti, uniti nel segno dell’arte al genio di Federico Fellini: Nicola Piovani e Milo Manara. Frutto dell’organizzazione dell’Amarcort film festival in collaborazione con il Comune di Rimini, la Cineteca comunale e il Fellini Museum, accompagnata dalla consegna del premio “Un Felliniano nel mondo”.

Ad aprire il dibattito e a farci entrare nel magico mondo del regista sono state le note del quartetto EoS con gli arrangiamenti di Marco Capicchioni. E le vibranti letture di Nicoletta Fabbri. I saluti di Francesca Fabbri Fellini, Simona Meriggi (direttrice artistica di Amarcort) e dell’assessore del Comune di Rimini Kristian Gianfreda. Inoltre sono intervenuti Massimo Rizzante, Rosita Copioli e Samuele Bersani, che confessa: «Non ho conosciuto Fellini, ma lo porto dentro, nulla di più mi ha colpito così tanto. Da bambino grazie alla noia creativa ho scoperto i suoi film. Quando trovi un mito grande che ti indica la via non lo abbandoni più. Nel tempo certe cose sono riemerse, in Giudizi universali, per esempio, c’è un rimando felliniano, quell’aquilone che canto è Mastroianni».

La serata è stata scandita dalla presentazione di due libri, “Dizionario intimo” di Daniela Barbiani, aiuto regista del grande riminese, la quale spiega che alla morte del maestro «noi sodali di Fellini, abbiamo stretto un patto, ovvero quello di continuare a ricordarlo nel migliore dei modi, come ci ha insegnato lui, con discrezione e leggerezza. Perché per tutti noi lavorare al suo fianco è stata una vera e propria lezione di vita».

Con questo libro Barbiani ha voluto ricordare in maniera fedele il modo seducente di esprimersi, fluido, ricco di aggettivi, immaginazione e ironia, attraverso una ricerca di materiali durata anni. Perché, come afferma Mollica, «per Fellini parlare era come respirare».

Il secondo volume presentato, dal titolo “Kundera e Fellini”, è di Stefano Godano, che lo ha voluto “perché entrambi si sapevano geni europei, ma non si erano mai conosciuti di persona, intrattenevano un carteggio e ad accomunarli c’erano la timidezza, l’ironia, l’eros e Kafka».

Al compositore premio Oscar Nicola Piovani, che ha lavorato 11 anni col regista e creato musica per Ginger e Fred (1986), Intervista (1987), La voce della Luna (1990), è stata assegnata l’edizione 2022 del riconoscimento riminese, riservato agli artisti che nella loro carriera hanno avuto la possibilità e la fortuna di collaborare con Fellini. «Ho sentito cose importanti questa sera su Federico, e penso a quante cose si possono ancora fare dopo i 73 anni. – chiosa emozionato – Le idee funzionano se si tiene acceso il cuore. Spesso, usciti da Cinecittà, mi chiedeva di accompagnarlo in via Margutta, una sera mi propose una scorciatoia, lungo una strettoia finimmo in un campo desolante, buio, sinistro, tra copertoni e roulotte abbandonate saliva la luna, lui ne rimase folgorato, mi descriveva talmente bene quel luogo che cominciò a piacermi. La sera successiva si ripeté la scena, e gli chiesi ma Federico, e se ci perdiamo di nuovo? E lui: “Speriamo!”».

Perdersi e meravigliarsi, sempre, per poi ritrovarsi, come in Viaggio a Tulum e Mastorna, realizzati con il grande fumettista Milo Manara, a cui é stato consegnato fisicamente il premio 2020 conferitogli nell’edizione svoltasi solo online causa covid: «Quanto avrei bisogno ora di un suo film profetico. – Dichiara Milo emozionato. – Maledico la sorte che ce lo ha portato via troppo presto, perché so cosa avrebbe ancora potuto fare».

E a noi sopravvissuti, non resta che esercitarci alla meraviglia e continuare a guardare i suoi capolavori.

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