MILANO. Ce ne sarà per tutti, e, soprattutto, ci saranno tutti. L’edizione numero 98 del Giro d’Italia, svelata ufficialmente ieri, propone un percorso duro ma non durissimo che dovrebbe richiamare i principali big delle due ruote, da Contador al fresco campione del Mondo Kwiatkowski, fino, probabilmente, a Vincenzo Nibali.

 

 

Madonna di Campiglio. Rispetto all’anno scorso gli arrivi in salita sono scesi da nove a sei, e solo tre tappe superiori ai 200 chilometri: Grosseto-Fiuggi, Benevento-San Giorgio del Sannio, e Gravellona Toce-Cervinia.

Non mancheranno, tuttavia, le grandi ascese, a partire dal Mortirolo, Montagna Pantani; si scaleranno poi, fra gli altri, il Colle delle Finestre, cima Coppi di quest’edizione coi suoi 2.178 metri e l’ultimo tratto sterrato, l’inedito passo Daone, il duro Col Saint-Pantaleon, e l’Abetone, nella frazione, con partenza dalla Spezia, in onore di Gino Bartali. Gli arrivi in quota di maggior fascino saranno quelli di Cervinia, Sestriere, e Madonna di Campiglio, una località che non può non richiamare alla memoria Marco Pantani: il Pirata nel 1999 vinse a Campiglio la sua ultima tappa, prima di essere escluso, il giorno seguente, per ematocrito alto.

Il dislivello totale non scherza affatto (quasi 44mila metri), mentre la lunghezza complessiva ammonta a 3.841,8 chilometri, suddivisi in 21 tappe, di cui una cronosquadre, una cronometro individuale, cinque di alta montagna, sette pianeggianti e altrettante di media montagna.

Da Sanremo. La corsa rosa, dedicata al commissario tecnico Alfredo Martini, appare fortemente nord-centrica: le prime quattro frazioni saranno in Liguria, a iniziare dalla crono-squadre inaugurale del 9 maggio, la San Lorenzo al Mare-Sanremo, di soli 17,6 chilometri; quindi si scenderà attraverso Toscana, Lazio e Molise per arrivare fino a San Giorgio del Sannio. Di qui, ci si sposterà nelle Marche e si tonerà a far rotta verso Nord, lungo l’Adriatico.

In Romagna. La Romagna ospiterà ben tre tappe, la Civitanova Marche-Forlì, la Forlì-Imola e la Imola-Jesolo. Se la prima, in programma martedì 19 maggio, sarà una frazione per velocisti puri, con una sola asperità, il monte di Bartolo, e poi tutta pianura fino al traguardo di piazza Saffi, la Forlì-Imola (mercoledì 20 maggio) con Trebbio, Casale, Prugno e circuito dei Tre Monti da ripetere tre volte dovrebbe essere molto più movimentata, adatta a fughe e colpi di mano.

Per Forlì si tratta del nono arrivo di tappa, dopo l’ultimo del 2006, nel segno di Robbie McEwen, mentre da San Mercuriale la carovana rosa è partita sia nel 2008 sia nel 2009.

A Imola, invece, il Giro manca dal 3 giugno 1992: questa volta il traguardo sarà posizionato nell’autodromo “Enzo e Dino Ferrari”, e il giorno seguente, giovedì 21 maggio, lo start sarà dato dalle vie del centro fino all’arrivo a Vicenza. Dopo aver lasciato la Romagna, il programma prevede l’unica cronometro individuale (Treviso-Valdobbiadene) e la Montecchio Maggiore-Jesolo, quindi inizierà la settimana decisiva, con le tappe cruciali che si snoderanno tra Piemonte e Valle d’Aosta (Gravellona Toce-Cervinia e Saint Vincent-Sestriere), precedute da un breve sconfinamento in Svizzera (Tirano-Lugano e Melide-Verbania). Il 31 maggio, la passerella finale da Torino, città europea dello sport 2015, a Milano, sede dell’Expo.

 

Matteo Dall’Agata

 

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