OraSì e Naturelle si contenderanno il posto play-off

Mer 27 Marzo 2019
Redazione Web


IMOLA. Quattro giornate alla fine, 8 punti in palio e davanti un obiettivo prestigioso. Peccato che, calcolatrice e calendario alla mano, OraSì e Naturelle si dovranno contendere l’ultimo pass play-off, quest’anno (alla luce della promozione diretta) “straordinariamente” collocato al 9° posto della classifica. Attualmente è Ravenna, grazie al pesantissimo 2-0 negli scontri diretti, ad avere i play-off in mano, ma logicamente tanto potrà cambiare nelle prossime 4 partite.

Le altre? Dietro l’Assigeco ha un calendario davvero tosto (Montegranaro e Treviso in casa e il derby con la Bakery), oltre allo 0-2 nelle sfide sempre con Ravenna, e Ferrara, attualmente a 20, è lontanissima. Davanti Mantova (quattro successi in fila) e Roseto sembrano avere un altro passo, anche se per arrivare a quota 30 e tirarsi fuori da ogni calcolo (scontri diretti per entrambi negativi con Ravenna e gli Stings sono 0-2 con Imola) dovranno comunque centrare un 2/4 non scontato. Ecco allora l’analisi di tutti i fattori che possono decidere lo sprint fra Ravenna e Andrea Costa.

Lo stato di forma

Orasì: i giallorossi stanno bene, hanno vinto 3 delle ultime 5 partite e la sconfitta con la Fortitudo equivale ad un mezzo successo visto il valore della prestazione. L’arrivo di Marino ha cambiato l’umore della squadra e quando la testa funziona, anche le gambe corrono più veloci. Con il play senese Ravenna sta marciando a 82.2 punti di media, mentre nelle 10 partite precedenti si era fermata a 72.5. Un altro mondo.

Naturelle: due successi e 4 sconfitte nelle ultime sei uscite, questo il bilancio di un’Andrea Costa che a Piacenza ha dimostrato di avere benzina nelle gambe, accettando la battaglia contro un avversario disperato. L’età media decisamente maggiore rispetto a quella dei ravennati potrebbe pesare. Non è eresia dire che i “vecchietti” biancorossi potrebbero pagare dazio in questo finale di stagione pure a rotazioni accorciate dal forfait di Prato.

La pressione

Orasì: Ravenna ne ha decisamente di più, un po’ perché pure di recente il presidente Vianello ha dichiarato pubblicamente di volere i playoff, un po’ perché gli investimenti portati avanti sin dall’estate dal club bizantino vanno ben oltre una semplice salvezza. Non si prendono insomma Julio Trovato, uno dei migliori dirigenti disponibili sul mercato a 360°, un allenatore del valore di Andrea Mazzon, l’ex capocannoniere del campionato Adam Smith, un esterno con anni di A1 nel curriculum come Marco Cardillo e uno dei migliori lunghi dell’A2, ovvero Luca Gandini (proveniente dalla Fortitudo), per salvarsi.

E l’innesto in corsa di Tommaso Marino, uno degli italiani con più esperienza e talento di tutto il campionato, ha chiarito se possibile quali sono i reali obiettivi di Ravenna. I play-off. Ora sta alla squadra bizantina raggiungerli. Senza giocare a nascondino.

Naturelle: i biancorossi hanno il vantaggio di poter affrontare questa volata finale con la testa libera, perché sin dal primo minuto di raduno l’asticella era stata posta con chiarezza all’altezza del 13° posto, ovvero il primo che garantisse la salvezza diretta. Bravo Di Paolantonio poi a tenere la nave romagnola sempre lontana dagli scogli, nonostante la perdita di un Prato (elemento da 25’ di media) mai sostituito. A Rossi e compagni spetterà ora il compito di non trasformare questo vantaggio in un boomerang, perché senza fame e determinazione i playoff non arriveranno.

Il calendario

Orasì: subito due partite difficilissime, ovvero Verona in trasferta e Treviso (in corsa per il 2° posto) al Pala De Andrè. Dopo però le difficoltà spianano, perché la differenza di talento rispetto alla Bakery è troppa e in casa con gli emiliani Ravenna vincerà e l’ultima trasferta stagionale, a Ferrara, opporrà Masciadri e compagni ad un avversario al 99% salvo. Difficile pensare che gli emiliani possano rovinare la festa ai giallorossi, quindi l’OraSì dovrebbe chiudere almeno a 28 punti.

Naturelle: discorso inverso rispetto a quello fatto per Ravenna. Subito le due abbordabili, ovvero Jesi in casa e Cento a San Lazzaro, poi Montegranaro al Ruggi e Forlì al Pala Fiera. Il derby sembra, obiettivamente, un match fuori portata per Imola, che può sperare in una Montegranaro deconcentrata qualora il secondo posto fosse già scappato, ma restiamo nel campo delle ipotesi. Quanto a Cento, la Naturelle ha dimostrato di soffrirla parecchio, gli estensi si giocheranno davvero tutto domenica 7 aprile e viene complicato pensare che una squadra con il bilancio di 4 su 13 in trasferta possa all’improvviso vincerne due di fila. Insomma, nella migliore delle ipotesi biancorossi a 28 punti allo striscione d’arrivo.

Leader e talento

Orasì: un dato spiega tante cose. Adam Smith nelle ultime sei partite sta viaggiando a 29.5 punti di media, insomma ha cambiato marcia e resta lui la garanzia maggiore di Ravenna per andare ai play-off (dove tra l’altro i bizantini potrebbero incrociare Capo d’Orlando, ovvero l’ultimo club di Andrea Mazzon). Il roster ravennate è più profondo, specie negli esterni, e alla fine il talento in questo gioco fa pur sempre la sua differenza. E lo si è visto con chiarezza pure a Jesi. Ravenna ne ha in abbondanza.

Naturelle: il faro risponde
chiaramente al nome di Bj Raymond. Il lungo negli ultimi 3 minuti a Piacenza ha fatto la differenza, mostrando a tutti i compagni che lui vuole i play-off. Imola ha meno talento rispetto all’OraSì ed è anche meno profonda, però ha quintali d’esperienza e una coppia americana che potrebbe davvero buttare il cuore oltre l’ostacolo. E tutto questo senza dimenticare l’effetto PalaRuggi, decisamente “diverso”, per gli avversari, rispetto all’accogliente, comodo e colorato Pala De Andrè.

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