L’OraSì Ravenna scatena la bagarre per l’arrivo della Fortitudo

Dom 10 Marzo 2019
Redazione Web


RAVENNA. La prima di sette finali da vivere tutta di un fiato. Tra OraSì e Fortitudo saranno quaranta minuti (salvo supplementari come accaduto a entrambe negativamente nell’ultimo turno di campionato) al calor bianco davanti al tutto esaurito del De André. Saranno mille i temi nei temi: il ritorno di Martino e Sgorbati a Ravenna, con gli altri ex Montano e Gandini a voler dare un dispiacere alla “F scudata”. Il calendario giallorosso è tutt’altro che semplice da qui al 20 aprile quando la stagione regolare andrà in archivio a Ferrara e per la certezza della salvezza potrebbero essere necessarie altre due vittorie con la quota play-off che dovrebbe essere fissata a quota 28, quindi distante otto lunghezze.

Il primo passo

Il primo passo potrebbe arrivare già oggi contro un’Aquila che non sta vivendo il proprio momento migliore come brillantezza generale. Dopo aver dominato la prima fase del campionato con nove vittorie di fila, l’ultima proprio con Ravenna all’andata, ha subìto tre sconfitte, l’ultima con Montegranaro, che hanno fatto aumentare l’interesse nella corsa al primo posto.

Il tecnico Andrea Mazzon ovviamente non si fida. «La Fortitudo resta una squadra fortissima, la principale candidata alla promozione diretta. Sono esperti, tecnici, grossi ruolo per ruolo. Forse manca qualcosa a livello atletico, ma sono allenati da un tecnico che li sa valorizzare e non dimentichiamo che si sono rinforzati ulteriormente dal mercato con l’arrivo di Delfino».

Le chiavi

Quanto conterà arrivare a questa partita dopo due settimane un po’ atipiche? «È stato un periodo un po’ particolare ma importante, perché oltre ad avere riposato quattro giorni fino a venerdì della scorsa settimana, non ci siamo praticamente mai fermati, a parte una mezza giornata mercoledì.

Ne abbiamo approfittato per un buon richiamo sul piano atletico, perché da qui a fine aprile ci aspettano sette partite che ritengo tutte decisive».

L’inserimento di Marino? «Procede bene ma ho visto bene tutta la squadra. Sarà una battaglia e se dovesse uscir fuori una pallacanestro “pura” probabilmente non ci sarebbe storia. In tutte le partite ogni squadra ha la propria chance, noi dobbiamo giocarci la nostra mettendo in mostra le nostre doti e, perché no, cercando di metterla sulla bagarre. In difesa, soprattutto Montano ed Hairston, hanno fatto passi da gigante e il nostro pivot, dietro il loro Leunen, è il miglior difensore contro l’attaccante avversario in post basso e questo duello lo considero molto importante.

Sfogliando il loro roster è comunque impressionante con Fantinelli play, Rosselli che è un giocatore duttile, senza parlare di Mancinelli che sale dalla panchina, sono sicuro che con la spinta del nostro pubblico, che non smetterò mai di elogiare, potremo giocarcela fino in fondo».

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