Nel momento più delicato della storia del Rimini Baseball, è arrivata una notizia molto triste. Oggi pomeriggio attorno alle 17.30 è morto all’età di 86 anni il presidente Rino Zangheri. Il mitico “Pres” è rimasto al timone per 45 lunghissimi anni, un primato nello sport italiano, vincendo 13 scudetti e 3 Coppe dei Campioni. Quando la salute ha cominciato ad abbandonarlo, ha deciso di passare la mano a Simone Pillisio. Imprenditore di successo nel mondo del legname, è stato insignito del Sigismondo d’Oro nel 2000. Lascia la moglie, i figli Monica, Barbara e Paolo e gli adoratissimi nipoti. 

Il Comune di Rimini ha salutato in una nota Zangheri: “Con Rino Zangheri se ne va un pezzo di storia di Rimini e di tutti noi. E
uno dei più straordinari uomini di sport che l’Italia abbia mai avuto.
Quarantacinque anni alla guida del baseball riminese, attraversando momenti
esaltanti, crisi, successi epocali, sconfitte brucianti. Eppure sempre lì,
a coltivare in solitudine quella ‘passionaccia’ che nessuno ha saputo
custodire, amare e promuovere come lui. Di Rino Zangheri ci ha sempre
stupito e ammirato la voglia di non mollare mai. Non è finita finchè non
è finita, avrebbe detto Yogi Berra: forse la sintesi più azzeccata del
contributo di Rino al ‘batti e corri’ e in generale a tutto lo sport
italiano. L’anima dei Pirati, l’emblema di chi non molla ai nonostante
le difficoltà, nonostante le sconfitte, un imprenditore che ha scelto di
investire sullo sport e che spesso in nome della passione ha scelto di
seguire il cuore invece che la ragione. Un cuore grande, enorme che ha
cavalcato una storia altrettanto grande, enorme. E’ malinconico voltarsi
indietro e registrare come nel 2000, un tempo infinito!, il Comune di Rimini
conferì la più alta onorificenza civica a Zangheri, il Sigismondo d’Oro,
quasi a suggellarne la carriera. Da allora sono passati quasi due decenni,
durante i quali Rino è stato protagonista del secondo tempo del suo film,
di un baseball Rimini che ha dominato sui campi del Paese e di tutta Europa.
Quel Sigismondo d’Oro al patron venne motivato con la valorizzazione
dell’attività sportiva verso i giovani, con i successi delle sue squadre,
con l’organizzazione di Campionati del mondo nella nostra città. Un
Sigismondo che poteva significare la summa di un lunghissimo percorso, ma
che oggi andrebbe consegnato un’altra volta, proprio per quella passione
che per tanti anni ancora ha continuato a scorrere nelle vene di un uomo e
di un imprenditore che, purtroppo, ha avuto rari eredi a Rimini. E in questo
momento, che il baseball riminese versa in gravi difficoltà dopo l’addio
per ragioni di salute di Rino, l’appello che, credo, la città e gli
sportivi vorrebbero rivolgere a chi si avvixina alla società è quello di
onorare e fare tesoro della lezione di Rino Zangheri e amare questi colori
con la stessa intensità. Zangheri avrebbe chiesto serietà e passione
infinita ai potenziali acquirenti, non facile visibilità o avventure
sconclusionate. Il baseball a Rimini può e deve sopravvivere e risorgere
nel nome, nella passione e nell’eredità di Zangheri. Non altro. E’ un
impegno in più che chi si avvicinerà con intenzioni serie al Baseball
Rimini dovrà prendere per onorare la sua straordinaria vicenda. Questo
adesso, in un momento di grande dolore, ci sentiamo di dire, provando anche
a guardare al domani. Nel stringerci intorno alla sua famiglia e a tutti i suoi amici e
conoscenti, la comunità riminese vuole dire ancora una volta ‘grazie’ a
Rino Zangheri, l’uomo che oggi smentisce anche Yogi Berra. Non è finita
finchè non è finita…e poi comunque non finirà mai se ci si chiama
Rino”.

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