Unieuro, la vittoria nel derby nata in palestra e poi sul mercato

FORLÌ. “Forma e sostanza”. È il titolo di un celeberrimo brano dei C.S.I. di fine Anni ’90, ma è anche l’immagine della vittoria dell’Unieuro nel derby di domenica. Un successo figlio del connubio tra sostanza e “bella forma”, ossia tra intensità e piacevolezza ritrovata nel gioco. Non era scontata in una gara che si pronosticava sporca e a basso punteggio e che, invece, è stata ben altra. Merito di Forlì e in parte non minimale, demerito dei giallorossi.

Forma che non cambia la sostanza è anche quella del risultato finale, quello ufficiale che non è quello impresso al 40’ sul tabellone. Il match è terminato 93-72, quindi +21 per i biancorossi e la Federazione lo omologherà così dopo che alla fine della contesa è stato fatto notare al tavolo degli ufficiali di campo che a Josh Hairston era stato assegnato un punto in più nel quarto periodo. L’azione è quella in cui il centro ravennate segna e subisce fallo, ma in lunetta sbaglia il libero supplementare che, invece, gli viene assegnato. Dopo la sirena conclusiva l’episodio è stato segnalato, si è rivisto il filmato e con l’avvallo della terna arbitrale è stato messo a referto il punteggio effettivo: 93-72.

Questione di mera forma, perché la sostanza non è quella di Unieuro-Ferrara della scorsa stagione quando per un punto assegnato in più agli estensi e non corretto, Forlì andò all’overtime e perse. Questa volta il “succo” del discorso è uno solo: Forlì ha giocato un match di spessore difensivo e di qualità offensiva. Quella sì, agevolata dalle lacune del reparto arretrato ospite.

Com’è stato possibile? Le ragioni sono almeno due. La prima è legata al lavoro, perché è inutile fare finta di non saperlo. Se si riesce a provare le cose in palestra, poi salgono le possibilità di metterle in atto in partita. Se non si provano per ragioni varie (infortuni in questo caso), difficile vedere quantità e qualità sul parquet alla domenica.

La seconda si chiama iniezione di positività data da Dane Diliegro. Il suo arrivo è stato manna dal cielo, sia perché ora l’Unieuro ha un centro che occupa la posizione in modo dinamico, che è solido in difesa (lo è anche De Laurentiis comunque), che come dice Giorgio Valli «i blocchi li fa davvero» e che ha dimostrato di intendersi al primo sguardo con Giachetti e di stare fisicamente bene nonostante il lungo stop agonistico. Sia perché non avendo l’italo-americano i tarli in testa di sconfitte e contestazioni, ha dato subito carica positiva al gruppo. «Abbiamo visto i ragazzi tornare a sorridere» diceva un esponente della “Pieffe” a fine derby.

Ritrovato il sorriso, la squadra di Valli non deve dimenticare da dove è venuta. Già l’exploit di Verona aveva illuso, poi ecco tre ko in fila. Adesso inizia il ciclo che può decidere la stagione biancorossa: a Piacenza sponda Bakery, Ferrara, viaggio in casa di Cento e altra trasferta a Piacenza lato Assigeco. Quattro gare tutte alla portata. Quattro potenziali trappole. La prova della verità arriva ora. Forlì deve dimostrare di essere tornata sulla retta via.

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