Naturelle, Prato: «La mia stagione è durata 9 minuti»

IMOLA. «La mia stagione è durata 9’. Se ci penso mi viene ancora il nervoso, specie ricordando come avevo lavorato in estate e alla prospettiva di avere tanto spazio nelle rotazioni di coach Di Paolantonio. Ma è andata così, pazienza, adesso mi concentro sul recupero dall’infortunio».
Andrea Costa-Fortitudo, in programma domani al Pala Cattani, sarebbe stata la partita “perfetta” del quasi 40enne Patricio Prato, che la carriera italiana la iniziò proprio con l’Aquila e che contro la “F”, sabato 13 ottobre, ha riportato quella maledetta lesione parziale del crociato anteriore del ginocchio sinistro: «Avevo saltato il debutto con Udine – riprende il capitano biancorosso – e il Pala Dozza mi sembrava il posto ideale per ricominciare, invece il 13 novembre sono stato operato al ginocchio e adesso procedo con la riabilitazione. Sto bene, ho avviato pure un percorso di esercizi e sedute in palestra con il preparatore atletico Carlo Marani, e per il resto lavoro al centro Fisiodome di San Lazzaro, dove sono monitorato dal professor Lelli che mi ha operato. Rientrare in questa stagione? I medici sono stati chiari, servono 6-7 mesi dal momento dell’intervento per tornare in campo e questo significa andare ben oltre la fine del campionato. I primi controlli sono andati bene, ho già ripreso i gradi di estensione e flessione del ginocchio, però la strada resta lunga. Fra un mese spero di iniziare a correre e poi vedremo. Non ho avuto mai un infortunio così grave in carriera, certo anche lo strappo di due anni fa nel match di Ferrara fu pesante, ma mancavano solo dieci partite al termine della regular-season. Era davvero un’altra situazione».
Viene da pensare che sia la decisione di operarsi, sia il sacrificio e l’impegno messi in questa fase di riabilitazione, conducano Patricio Prato ad almeno un’altra stagione da giocatore: «E’ davvero troppo presto per fare ragionamenti del genere. Io voglio guarire nel miglior modo possibile e concentro tutte le energie su questo. Con Imola sono in scadenza di contratto e in generale al futuro penserò solo la prossima estate».
Intanto l’esterno italo-argentino resta vicino ai compagni di squadra e spera in un colpaccio biancorosso domani contro la Fortitudo: «Il bilancio finora per noi è positivo. Se in estate ci avessero fatto firmare per avere questa posizione in classifica, credo che tutti l’avrebbero messa in fretta quella firma. Poi con Jesi e Cento abbiamo regalato qualcosa agli avversari, vero, ma non dimentichiamo che questa squadra era stata pensata con rotazioni diverse. Non perchè mi sono infortunato io, ma un giocatore in meno si sente e i ragazzi sono stati bravissimi a reagire, con Magrini e Montanari in decisa crescita. Con la Fortitudo ci proveremo, come sempre, sapendo che sarà decisivo riuscire a resistere quando loro alzeranno il ritmo».

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