L’Unieuro ha grandi aspettative a partire dalle Final Eight

FORLÌ. Diciassette vittorie in un anno solare, dalla prima contro Bergamo all’ultima contro Mantova passando per alcune perle come i successi sulla capolista Trieste, sulla Fortitudo, una campagna acquisti estiva che ha portato in biancorosso Pierpaolo Marini e Kenny Lawson, il successivo record di abbonamenti e un terzo posto (seppur in coabitazione) con cui stappare lo spumante.

E’ questa la fotografia del 2018 della Pallacanestro Forlì appena conclusosi. Un anno che merita senza dubbio di essere ricordato più che positivamente, ma dal quale ora scaturiscono aspettative forse ancor più alte per un 2019 che dovrà dapprima riportare a Forlì i play-off di A2 a sei anni di distanza dall’ultimo precedente, auspicabilmente almeno un turno superato e poi… una stagione prossima ventura con dichiarate ambizioni d’alta classifica. La città e la società ne hanno tutte le potenzialità.

A questo orizzonte mancano un passaggio intermedio e un “traguardo volante”: l’accesso alle Final Eight di Coppa Italia. Non che rappresenti un obiettivo stagionale, ma sarebbe un premio alla crescita di una squadra e di un progetto. Un segnale anche per l’intero movimento che Forlì è tornata e da protagonista. Per entrare tra le prime quattro del girone al giro di boa, non manca però semplicemente una vittoria da cercare nel tutt’altro che semplice derby di Faenza con l’Andrea Costa Imola. Serve una serie di incastri favorevoli che il cammino spedito di Verona (8 vittorie in fila) e di Montegranaro non rendono facile ipotizzare. Se Forlì chiudesse quinta per classifica avulsa il girone d’andata a quota 22 punti, sarebbe la prima volta dall’inizio degli “Anni 10” che una squadra non farebbe parte del poker di testa a metà campionato. Emblema e conseguenza di un torneo davvero spaccato in due.

Cosa occorre per qualificarsi? Un successo nel derby, poi almeno una sconfitta di Verona o Montegranaro. C’è anche Treviso, raggiungibile a 22 punti, ma anche se la De’ Longhi perdesse a Udine, per l’Unieuro non cambierebbe nulla. In un arrivo a quattro con Treviso, Verona e Poderosa, i romagnoli sarebbero quinti come in caso di chiusura a tre con Scaligera e marchigiani. Si passa se perdono sia Treviso che Montegranaro a Cagliari (Forlì sarebbe terza), se finiscono ko sia DeLonghi che la Tezenis in casa di Cento (Forlì quarta) o, se Treviso vince, in caso di sconfitta di almeno una delle due formazioni che affiancano la squadra di Valli. Se l’Unieuro dovesse perdere con Imola, può passare solo se Montegranaro vince e Verona perde.

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