Rimini, batte forte il cuore. E’ il giorno del derby con la Vis

RIMINI. Se il metro di riferimento è la scarica di adrenalina, nel personalissimo tabellino del tifoso riminese, subito dietro il derby con il Cesena, irraggiungibile, c’è quello con la Vis Pesaro. Una sfida dai sapori antichi, che torna dopo 13 anni e che in classifica vede i marchigiani davanti ai romagnoli. Leonardo Acori sa bene che questo derby pesa tantissimo nell’economia della stagione: «Noi dobbiamo far di tutto perché sia una bella giornata. È un derby molto sentito, so che tantissimi verranno a vedere la partita e per noi è una gara molto importante contro una Vis Pesaro che sta andando bene. Quella marchigiana è una squadra veloce davanti, con giocatori bravi come Diop e Olcese, è una squadra che gioca bene a calcio, fa un 3-4-3 efficace e Colucci è un allenatore molto preparato».

Di fronte, un Rimini in buone condizioni: «La squadra sta bene, io ho visto netti miglioramenti a San Benedetto rispetto alle altre trasferte: abbiamo giocato bene nel primo tempo e perso per un episodio in cui saremmo dovuti essere più pronti e su cui non avremmo dovuto tentare il fuorigioco».

Sulle tre partite che si giocheranno prima della fine del 2018 dice: «La squadra deve essere convinta dei propri mezzi. Vedremo se fare subito un po’ di turnover, perché poi si giocherà il 26 e il 30. Ma ora pensiamo a fare una partita di grandissima intensità con la Vis: è una gara importante per noi perché ci può dare ancora più autostima».

In un’intervista al Corriere il direttore sportivo della Vis Pesaro, Claudio Crespini, ha detto di aspettarsi un match in cui la Vis farà la partita e il Rimini agirà di rimessa: «Se Crespini sa già tutto beato lui. Io mi auguro che anche il Rimini possa avere in mano il gioco e faccia un buon possesso palla. Poi, se il Pesaro sarà più bravo ci difenderemo e faremo un gol in contropiede. La Vis Pesaro ne ha presi solo 11, è la miglior difesa con la Ternana, ha giocatori forti. La Sampdoria gli ha dato 10 ragazzi, tra giovani e gente che era in C a giocare, più l’allenatore, che è bravo. Però noi metteremo grande voglia, grinta e determinazione: se non conquisti punti fuori casa, sei obbligato a vincere sempre in casa perché così solo puoi ammortizzare un po’ il gap».

Per quanto riguarda la quota salvezza, 40 punti potrebbero bastare: «Talvolta la salvezza è stata anche a 42. Noi dobbiamo girare a un buon punteggio. Pensiamo a fare bene, ad essere ottimisti. La cosa che vedo con molto piacere è che c’è una cultura del lavoro importante: ho ragazzi che lavorano tanto e si impegnano al massimo».

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