Il Rimini e quel gol che manca in trasferta da 450 minuti

RIMINI. Viaggio all’interno della crisi del Rimini formato export. Sia chiaro una crisi parziale perchè al “Romeo Neri” i biancorossi hanno un ritmo da prima della classe. Però c’è quel trend in trasferta così deficitario che obiettivamente comincia a dare fastidio anche perchè i biancorossi non sono mai soli quando si esibiscono lontano da Rimini visto che sono sempre accompagnati da un nutrito gruppo di tifosi. E il pensiero va soprattutto a quest’ultimi che si sobbarcano chilometri e spese per tornare poi a casa con un pugno di mosche e spesso e volentieri senza neppure aver visto segnare Volpe e compagni.

Due mesi senza gol

Al di là dei tre punti appena confezionati in trasferta contro Vicenza, Giana Erminio e Ravenna, il numero statistico che balza all’occhio riguarda le reti segnate. Nelle ultime sette partite disputate, infatti, è arrivato appena un gol, per la serie che sono cinque gare consecutive che il Rimini non buca la rete avversaria. L’ultimo centro è stato di Giacomo Cecconi quando al minuto 94 a Imola sul 3-0, quindi a partita ormai abbondantemente conclusa a favore dei rossoblù, accorciò le distanze di testa. Pertanto bisogna andare ancora a ritroso e precisamente al 7 ottobre per vedere l’ultimo “vero” gol, quello di Volpe a Gorgonzola nel momentaneo 2-1 del Rimini al 35’ del primo tempo (poi il match terminò 2-2).

Moduli e interpreti cambiati

E pensare che prima Righetti e poi Acori le hanno provate tutte. Con l’ex tecnico della Fya si giocava con due trequartisti e un attaccante o con un trequartista e due punte dove a turno hanno giostrato Cicarevic, Candido, Buonaventura, Volpe e Cecconi. Il tutto sorretto dalla difesa a tre e il centrocampo a quattro.

Con l’avvento di Acori si è cambiata la difesa, ora a quattro, mentre davanti si è usato la torre, spesso Volpe, con una seconda punta a rimorchio, Candido, Cicarevic oppure addirittura Badjie come a Ravenna. Un 4-4-1-1 che si trasformava in 4-2-3-1 in fase di possesso palla a seconda dei movimenti di Simoncelli e Guiebre.

Casa dolce casa

In attesa che si metta un freno a questa emorragia in trasferta (il prossimo viaggio è un altro da non sbagliare visto che è il 26 dicembre contro il Renate), sabato alle ore 14.30 si tornerà nel vetusto ma mai come quest’anno desiderato “Romeo Neri”, teatro fino adesso di vittorie o pareggi, per sfidare la Vis.

Un match sentito che manca da 13 anni in campionato quando nel lontano 2005 il Rimini andò in serie B e la Vis Pesaro retrocesse in C2 con tanto poi di fallimento che la fece sprofondare ancora più in basso.

Dunque Rimini-Vis Pesaro degli ex Buonocunto, Olcese e il diesse Crespini è il presente che in questo momento vede i marchigiani 6 punti più avanti della squadra di Leo Acori.

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