L’Unieuro entra al PalaVerde, il basket Forlì a Treviso come ospite di lusso

FORLI’. C’è un big match nuovo oggi nel sole. Anzi un big match antico. Parafrasando l’aquilone pascoliano, la sfida del PalaVerde tra De Longhi e Unieuro dà alla stagione un retrogusto anni ’80. D’altronde in musica è un decennio tornato di moda, almeno per una partita lo sarà anche nel basket, ma Treviso e Forlì non vogliono certo ballare una sola notte quest’anno. Vogliono il Salone delle feste sempre aperto per loro.

Per ora “accontentiamoci” (si fa per dire) di questi 40’ che Giorgio Valli etichetta a buon diritto come «spareggio». Vale per il secondo posto, per mantenersi a contatto con la capolista Fortitudo, per tenere a distanza il resto del plotone, per il blasone. Insomma, vale e basta. Certo, la favorita è la De Longhi ed è evidente, tanto più stante la perdurante assenza di Jacopo Giachetti, ma quando si ha poco, se non nulla, da perdere, si gioca anche più sciolti e l’Unieuro vuole provare a essere leggera e sorprendente.

«Siamo reduci da una vittoria importante e quindi ci presentiamo a Treviso nelle migliori condizioni mentali possibili – conferma il tecnico biancorosso –. Ci avessero detto a inizio stagione che all’11ª giornata ci saremmo giocati uno spareggio per il secondo posto ne saremmo stati felici, pure increduli. Ora, però, ci siamo e ce lo giocheremo a mente sgombra, nella massima serenità possibile, pronti comunque a dare il meglio di noi stessi».

Anche senza Giachetti. A proposito, quando rientra? «Non mi sbilancio – risponde Valli –. Rientrerà quando sarà “supersano” perché è un giocatore molto importante per noi che lo abbiamo voluto affinché facesse il Giachetti e non fosse a mezzo servizio. Preferisco inserirlo quando saprò che potrà essere decisivo per farci vincere. Nel frattempo, tutti in campo ventre a terra».

Sì, perché solo così si può pensare di fare un colpo a Treviso che manca dal dicembre 1995: 97-104 con 33 punti di Brent Scott. «La De Longhi ruota nove uomini capaci di cambiare difensivamente su tutti, ha atletismo, duttilità, intensità difensiva e per gli avversari è sempre un rebus. Ha costruito e messo in campo una squadra di primissimo livello, ha fatto e sta facendo le cose per bene». Tanti i giocatori da tenere sotto osservazione stretta, uno su tutti l’esterno Dominez Burnett che viaggia a quasi 16 punti e 4 assist di media tirando con il 72% da due e il 45% da tre.

«Ha classe, sa mascherare l’assenza di Tomassini ed è il vero collante di Treviso» lo dipinge Valli che poi, con il pennello, tratteggia la strada che Forlì deve seguire per cercare la vittoria. «Dovremo essere più squadra che mai, fare un milione di passaggi per avere dei vantaggi nei 24” e dovremo farlo per tutti i 40’. Solo con pazienza e durezza mentale si può vincere». Per i forlivesi in trasferta, biglietti non numerati acquistabili su Vivaticket. Saranno indirizzati poi nel settore ospiti i cui biglietti sono invece in vendita solo alle casse di Treviso.

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