Imola, Domenicali parte alla ricerca di nuove risorse economiche

IMOLA. Un appello alla città, ma senza fare drammi. Gian Piero Domenicali inaugura la terza via, alternativa a quella autarchica e alla richiesta disperata d’aiuto, sottolineando due concetti inappuntabili: l’attuale compagine societaria dell’Andrea Costa è al limite dell’usura e fare sport ad alto livello a Imola sta diventando sempre più complicato.

Perdita a 273mila euro

«All’assemblea dei soci di giovedì scorso – ecco le parole dell’amministratore unico del club di via Valeriani – è stato presentato il bilancio consultivo della stagione 2017-2018, chiuso con una perdita di 273 mila euro che, sommata a quella dell’anno precedente, porta il totale a 703 mila euro negli ultimi 24 mesi. Chiaramente i soci si sono posti la domanda se abbia senso continuare così e posso tranquillamente affermare che, nel caso di una mancata svolta a breve, la continuità aziendale potrebbe essere messa in discussione. Attenzione, non voglio fare drammi e ci tengono a sottolinearlo, l’Andrea Costa vuole andare avanti e tenere fede pure agli obiettivi sportivi che si è posta, però i soci da soli non possono più bastare. Ho avuto il compito di preparare un piano di sostegno alla continuità aziendale da realizzare entro il 30 marzo. L’indagine della Guardia di Finanza per noi è stato uno sconquasso, da quando è partita ha allontanato da noi parecchi potenziali sponsor e solo ora la situazione comincia a normalizzarsi. Sui costi è impossibile fare meglio di così, e ringrazio lo staff tecnico che in estate ha messo insieme una squadra competitiva con il budget più basso del girone a disposizione, quindi dovremo insistere e agire sui ricavi».

Il numero 1 dell’Andrea Costa si è poi soffermato su un’altra questione di capitale importanza: «A giugno 2017 la Comtec ci consigliò giustamente di procedere ad un aumento di capitale di 600mila euro e quell’operazione ha salvato la società. Sono stati sottoscritti 400mila di quei 600mila euro, e ne furono versati subito 300mila: i restanti 100mila dovranno entrare entro il mese di gennaio, naturalmente messi dai soci. Ne mancano 200 mila, da trovare entro marzo e per questa cifra l’assemblea mi ha dato mandato di andare alla ricerca di forze fresche (1% equivale a 6.000 euro, ndr). A metà febbraio in una nuova assemblea faremo il punto della situazione e, in base a quanto raccolto, i soci decideranno come muoversi. Ci attendono mesi importanti, ma penso che potremo farcela: l’appello è rivolto a tutti, amministrazione comunale, aziende e anche tifosi. Io devo fare in modo che la continuità aziendale sia assicurata».

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