Sammaurese corsara a Savignano: “Non segnavo da due anni e mezzo e questo schema non era mai riuscito”

SAN MAURO PASCOLI. I Rolling Stones lo hanno cantato persino in una canzone («across the Rubicon»), i sammauresi lo hanno denigrato per due volte: alla vigilia con uno striscione («Cari vicini sul Fiumicino…») e post-partita (sciarpa della Sammaurese ai piedi della statua di Giulio Cesare sul fiume). Il fiume Rubicone è stato al centro degli sfottò, mai banali, nel derby tra Sammaurese e Savignanese. Lontani sono i tempi della cassa da morto portata in spalla dai tifosi giallorossi verso lo stadio dei vicini (Anni ’80), medesima è la passione e la tensione tra le due tifoserie. Se ne è accorto Davide Maioli, uno che in genere il gol non lo fa fare agli attaccanti, eroe per un giorno per avere deciso il primo derby della storia in serie D.

Si aspettava una sfida così calda?

«Mi avevano detto essere una gara molto sentita, non immaginavo così tanto: nella cornice, nella tensione e nella sana cattiveria agonistica. Noi abbiamo preparato la gara sapendo che avremmo dato l’anima. Alla fine abbiamo vinto. Meritatamente».

Ci racconti il gol.

«È una situazione che proviamo in allenamento. Ci piazziamo sulla linea della porta, per anticipare la difesa. Sino ad oggi non era mai riuscita, per fortuna c’è stata una prima volta…».

Anche perché lei non segna tanto.

«Erano due anni e mezzo che non facevo gol, riuscire a segnare nel derby è stato il massimo».

Come ha festeggiato domenica sera?

«Con una buona birra in famiglia».

A chi dedica il gol?

«A mio babbo Alessandro, domani (oggi, ndr) è il suo compleanno. Sembra incredibile, ma alla vigilia mi aspettavo che qualcosa sarebbe successo».

La maglietta “Non vincete neanche con Holly e Benji” da dove è sbucata?

«Non so, nel delirio generale me la sono trovata nelle mani. Sono cresciuto con Holly e Benji, è stato un modo simpatico e ironico per festeggiare».

Il presidente Protti ha confidato che è da tre anni che provava a portarla a San Mauro.

«È vero. Ogni anno ci incontravamo, puntualmente facevo scelte diverse. Quest’anno ho voluto sposare il progetto Sammaurese e sono contento: tecnico, gruppo, società sono davvero grandi».

Tolte le due sbandate con Cesena e Francavilla per 4-0, la squadra sarebbe la seconda migliore difesa (10 gol).

«Riflettevo su questo dato alcuni giorni fa. Abbiamo sbagliato due partite pagando a caro prezzo in termini di risultato. Oltre a queste gare, peccato per altri punti lasciati per strada, saremo ancora più in alto in classifica».

C’entra qualcosa il passaggio alla difesa a tre?

«Il modulo ha influito, ciò non toglie i valori della squadra. È chiaro che l’allenatore è stato bravo e coraggioso a cambiare dopo anni di difesa a quattro».

Dove vuole arrivare la Sammaurese?

«Più in alto possibile, guardando verso il basso, ma con la testa ben alta».

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