Santarcangelo, anche per questa settimana niente stipendi

SANTARCANGELO. Un altro rinvio. L’ennesimo di una stagione non certo facile per il Santarcangelo. I soldi che dovevano arrivare ieri sono ancora in Croazia. Ai giocatori, la proprietà ha spiegato che è solo questione di giorni. Di tecnicismi da sistemare. Di documenti da attendere e vidimare a chi di dovere. «Nessuna volontà di marciarci sopra»: il vicepresidente gialloblù Stasa Hefti fa sapere che i pezzi del puzzle sono sul punto di essere uniti nel modo opportuno: «I soldi ci sono e arriveranno, ai giocatori l’ho detto chiaramente. Del resto anche l’anno scorso, gli stessi stipendi, sono stati pagati a fine novembre. Purtroppo abbiamo avuto dei problemi per la trasformazione della società in Asd, problemi che sono sul punto di essere risolti. So che da più parti si fa dell’ironia sulle problematiche che abbiamo riscontrato, qualcuno sostiene anche che siano tutte scuse: posso assicurare, come del resto ha già detto chiaramente il presidente Mestrovic, che la proprietà ha intenzione di onorare tutti gli impegni presi: con la squadra, con lo staff, con i dipendenti e con tutta la città. Queste voci messe in giro ad arte creano solo confusione».
Cascione ha fiducia
Una rassicurazione importante in un momento non certo facile anche dal punto di vista tecnico. Il Santarcangelo nelle ultime sette partite ha messo insieme solo quattro punti, la vittoria manca dal 14 ottobre quando Falomi e Maini espugnarono il campo del Pineto. Poi lo 0-4 con il Cesena che probabilmente ha minato qualche certezza, fatto sta che il Santarcangelo non è stato più capace di conquistare i tre punti. La squadra, però, gioca e gioca bene, peccato che arrivi sulla trequarti e poi si smarrisca. Lo ha detto domenica finita la partita Daniele Galloppa, lo ribadisce Emmanuel Cascione. «In campo la sensazione è che siamo forti, molto più di quello che i freddi numeri dicono – spiega – chi ha fatto il calciatore sa di che cosa parlo. Purtroppo arriviamo sulla trequarti e lì ci perdiamo: o sbagliamo la scelta o l’ultimo passaggio. Basta vedere la partita di domenica: abbiamo costretto il Matelica a giocare nella propria metà campo, ma non siamo riusciti a sfruttare questa superiorità. Poi ti capita di sbagliare e prendi gol. Ma dobbiamo continuare su questa strada, proseguire nel nostro gioco. Ormai ho l’esperienza per dire che basta una fiammata per svoltare e a quel punto sarà difficile fermarci».

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