Cesena, sono troppe tre sconfitte dopo un terzo di campionato

CESENA. Un anno in Serie D può anche essere divertente, due no. È divertente quando è una cavalcata vincente e rigeneratrice, ma diventa un supplizio se si rimediano troppe battute d’arresto. Sono già due nelle ultime quattro per i bianconeri, che con un terzo della stagione alle spalle, dopo 13 giornate lamentano tre sconfitte complessive. In proiezione finale, se non si inverte la tendenza, significherebbero 9 ko. Troppi per una squadra partita con l’unico obiettivo di vincere il campionato. Nella passata stagione, ad esempio, nove flop (in 34 giornate) li aveva subiti l’Imolese arrivata seconda a 9 punti dal Rimini capolista, mentre la squadra classificata prima nel proprio girone con il maggior numero di ko era stata l’Albissola fermatasi comunque a 7 (sempre in 34 giornate e non in 38 come quelle che attendono i protagonisti del Girone F) . La terza sconfitta stagionale per la squadra di Beppe Angelini è stata archiviata come le precedenti (Matelica e Recanatese) con il punteggio di 1-0 e sono anche le uniche gare in cui i bianconeri non sono andati in gol. Ergo, quando non si segna si perde.

Uomo in più

Il ko di Pineto brucia tanto più in quanto i romagnoli non hanno saputo sfruttare (come invece era stato contro il Forlì e la Jesina) l’uomo in più per un’ora, nel corso della quale hanno subito un gol senza essere capaci di rimontare. La stessa “paradossale” situazione si era verificata quest’anno ma a ruoli invertiti contro il Francavilla (2-0) quando alla espulsione di Biondini seguì il vantaggio bianconero di Alessandro.

L’ultima volta in cui il Cesena aveva incassato reti decisive in superiorità numerica era stato un anno fa di questi tempi. In Cesena-Salernitana la squadra di Fabrizio Castori, dopo il rosso a Gatto a metà ripresa, era addirittura riuscita a farsi recuperare dal 3-1 al 3-3. L’ultima sconfitta maturata dopo l’espulsione di un avversario risale a Lazio-Cesena del 2011-’12 in serie A. In vantaggio con Mutu prima dell’intervallo, lo stesso rumeno venne steso in area da Konko. Espulsione e rigore trasformato da Iaquinta per lo 0-2 in un Olimpico incredulo. Nella ripresa però furono sufficienti 18 minuti ai padroni di casa per ribaltare clamorosamente il risultato (3-2)

Massimo ritardo

Lo scivolone in Abruzzo ha portato a 5 lunghezze il ritardo del Cesena dal primo posto, massimo distacco stagionale, come era già capitato dopo il quinto turno che coincise con il beffardo pareggio (2-2) in casa della Sangiustese. In quella occasione però il distacco dalla vetta era nei confronti del San Nicolò Notaresco, inseguito dal Matelica e dalla Sangiustese, con i bianconeri che occupavano “solo” la quarta posizione. Domenica scorsa Federico Agliardi ha subito il primo gol in trasferta dopo il suo ritorno tra i pali, a cui erano seguite tre gare esterne con altrettante vittorie (Santarcangelo, Jesi e Isernia) senza reti al passivo per un’imbattibilità arrivata a 319 minuti più recuperi. I romagnoli conservano comunque la migliore difesa del girone, perforata solo sei volte, l’unica che non sia ancora andata in doppia cifra.

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