Cesena, una tifoseria da serie A: solo 18 club in Italia hanno più abbonati

CESENA. Il sipario calerà questa sera alle ore 19.30, quando verrà superata addirittura quota ottomila, visto che a ieri sera le tessere vendute erano 7.965. Ufficialmente si chiama campagna abbonamenti per le gare del Cesena nella stagione 2018-2019, ma in realtà questa non è stata una semplice corsa a un tesserino di plastica con un cavalluccio disegnato sopra. E’ stato, semmai, un autentico fenomeno sociologico di aggregazione e di fidelizzazione che non solo ha superato le più ottimistiche previsioni estive, ma le ha addirittura polverizzate, stravolgendo i conti di chi aveva azzardato un pronostico circa un mese e mezzo fa. «Il nostro obiettivo è staccare 5.000 abbonamenti», dichiarò il 28 agosto il presidente Corrado Augusto Patrignani durante il lancio della locandina, con il volto di Beppe De Feudis e Davide Biondini e lo slogan “C’è una storia da scrivere insieme”. Un mese e mezzo dopo, presso la sede del Coordinamento, ne sono stati sottoscritti la bellezza di tremila in più.
Numeri
Prevedere questo successo della campagna abbonamenti, con prezzi popolari e agevolazioni per le famiglie, era pronosticabile dopo il fallimento estivo della gestione Lugaresi, ci mancherebbe. Ma c’era un nodo, che per un pubblico molto esigente e calcisticamente colto, avrebbe potuto rappresentare un freno: il doppio salto indietro in Serie D, cioè in una palude inesplorata, sconosciuta e soprattutto cupa, che da queste parti mancava da una vita. Ecco perché era lecito attendersi una risposta importante ma non certo questi numeri semplicemente mostruosi. Escludendo le domeniche e i giorni festivi tipo Ferragosto, da mercoledì 29 agosto a oggi la campagna abbonamenti del Cesena è durata 40 giorni: in media sono state staccate più o meno 200 tessere ogni 24 ore con impennate verso l’alto all’apertura delle prelazioni e della vendita libera.
Confronto
In questo boom di abbonamenti, non possono certo mancare i confronti con le altre piazze nobili che in estate hanno ricominciato da zero. Il Modena, sparito esattamente un anno fa e quindi con quasi un anno in più per programmare il futuro, ha venduto 5.573 tessere mentre i cugini dell’Audace Reggio (cioè l’ex Reggiana) per ora sono arrivati a 3.479 anche se la campagna abbonamenti resterà aperta fino al 20 ottobre. Numeri ancora più bassi per l’Avellino, con poco più di 2.300 tessere. A fare la voce grossa è ovviamente il Bari, che vanta un bacino ancora più vasto delle tre emiliano-romagnole messe insieme. Al momento i tifosi biancorossi hanno acquistato circa 8.400 Fidelity Card, indispensabili per sottoscrivere l’abbonamento, ma le tessere ufficiali sono 7.500 anche se a Villa De Laurentiis c’è ancora qualche giorno di tempo per abbonarsi. Salendo nella vecchia casa del Cesena, cioè in serie B, i numeri sono ancora più sorprendenti: solo il danaroso e ambizioso Benevento, retrocesso dalla A e capace di allestire uno squadrone in estate, ha superato il Cesena con 8.435 abbonamenti venduti. Seconda e terza in classifica, cioè Hellas Verona e Foggia, sono dietro al Cavalluccio rispettivamente a quota 7.405 e 7.346 mentre il Lecce vince la medaglia di legno tra i cadetti a un passo da quota settemila. Il Cesena, in questo speciale confronto sugli abbonamenti, batte anche tre club di A: Empoli (5.500), Sassuolo (6.305) e Chievo (6.400). I campionati non si vincono al botteghino, però l’estate 2018 sarà ricordata anche per questo.

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