«Sarà un Rimini guerriero. Peccato non iniziare a Terni»

RIMINI. Contento di quasi tutto (tranne che del calendario) il numero uno biancorosso Giorgio Grassi, battagliero come sempre, è pronto a dare un contributo alla riforma della Lega con il Manifesto “Un’altra serie C è possibile” e magari, in prospettiva, con una candidatura per il Consiglio.

Il Rimini parte con qualche giorno di ritardo rispetto alle altre, è stato un bene aver evitato un debutto contro la Ternana a casa sua?

«Per niente, francamente avrei desiderato giocare la prima a Terni, ero assolutamente felice e contento di debuttare al “Liberati”, peccato non temevo per nulla quella partita».

Può spiegare perché?

«Lo spiego subito. Quando ho iniziato questa avventura due anni fa le prime due partite in Eccellenza le abbiamo fatte in trasferta contro Argentana e Sampierana, l’anno scorso abbiamo iniziato contro Fiorenzuola e poi siamo andati a Ponte a Egola. In poco più di due anni ci siamo guadagnati il fascino di andare a giocare la prima a Terni, contro una squadra che ha fatto tanti anni di serie A e B. Peccato sia stata rinviata. Non solo, alla seconda abbiamo la Triestina che rappresenta la città più popolosa del girone B, la città di un grande come Nereo Rocco, la terza a Vicenza. Questo tipo di calendario mi va benissimo, per chi arriva dall’Eccellenza ogni partita è una bella avventura».

Come vede la sua squadra?

«Bene, i ragazzi sono motivati e carichi, pronti a mettere in campo lo spirito guerriero».

Ha già visto qualche match di serie C, il Rimini ci può stare?

«A volte le partite mi sembrano delle tonnare, i giocatori stanno appiccicati in campo, non si vedono tre passaggi di fila, ma la nostra squadra è assolutamente pronta».

Riapre il Neri per una serata di gala contro la Triestina, come lo troveremo?

«Non siamo riusciti a fare due cose alle quali tenevamo, l’abbassamento delle barriere e il posizionamento del maxi-schermo ma ora il “Romeo Neri” si presenta meglio, il campo è stato messo a posto con la manutenzione straordinaria, speriamo la città risponda».

Capitole Heritage Sports, va avanti l’ingresso della società che intende pagare il 25% delle quote con i Quantocoin (moneta virtuale)?

«Ci vediamo domani, stiamo lavorando sui dettagli legali e ne parlerò con il loro delegato. Diciamo che si sta andando avanti smussando gli angoli, è una cosa un po’ complessa tenuto conto della formula del pagamento, non ci sono molti esempi sui quali fare affidamento, anche lì siamo positivi».

C’è una Lega di serie C in seria difficoltà, che contributo pensa di dare?

«Ci aspetta un terremoto. Il 22 ottobre ci sarà l’assemblea che eleggerà il nuovo governo, se mi offrono la possibilità di fare il consigliere potrei anche pensarci, anche se è un impegno, sto già lavorando ad una mia relazione su una riforma».

Può anticipare i punti salienti?

«I costi sono troppo alti: per la sicurezza, pur necessaria, spendiamo 30.000 euro all’anno, con quei soldi possiamo prendere un giocatore. Inoltre la serie C deve puntare sul dilettantismo».

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