Riforma pensioni a San Marino, Santi: “Le linee sono quelle, non possiamo inventarci nulla”

SAN MARINO. Mattinata di confronto prioritario ma interlocutorio sulla bozza di riforma previdenziale, prima i sindacati e le associazioni dei consumatori, poi le categorie economiche e gli ordini professionali. Sullo sfondo l’obiettivo della sostenibilità del sistema che giustifica – concordano i Segretari di Stato alla Sanità, Interni e Finanze – l’accelerazione impressa dal Governo per arrivare a risultato entro l’estate. Nessun dietrofront sulle direttrici indicate ovvero l’innalzamento dell’età pensionabile; la variazione del sistema di calcolo degli assegni previdenziali; la revisione delle aliquote contributive.

«Le linee sono quelle, non possiamo inventarci nulla – ribadisce il Segretario di Stato Franco Santi a San Marino Rtv – credo non ci siano grosse alternative».

Per il Segretario un percorso complesso ma l’obiettivo resta immutato: «Intervenire al più presto per evitare situazioni di emergenza nei prossimi anni». «Tante le variabili sul tavolo – aggiunge – ma abbiamo chiesto uno sforzo a tutti nella necessità di entrare nel merito delle varie proposte per costruire possibilmente una serie di interventi che possano essere addirittura migliorativi».

E a proposito dell’incremento delle aliquote, l’Associazione dell’Industria intanto fa notare che le retribuzioni sammarinesi sono già più alte rispetto a quelle italiane, e mediamente del 10%, pertanto «un eventuale incremento del costo del lavoro in questa fase di economia debole, – sostengono – appare quanto meno inopportuno». Sul reperimento delle risorse, gli industriali guardano invece al residuo attivo di assegni familiari e della malattia economica: “trasferire l’1% o più, a seconda dell’entità dell’avanzo, di quelle risorse al fondo pensione darebbe ossigeno al sistema». Anis insiste infine sulla richiesta di aumento del tetto pensionabile, che ad oggi è di 46mila euro: il problema si pone per i ruoli dirigenziali: «Al di sopra di quell’importo – ricorda il segretario William Vagnini – i contributi vanno in solidarietà. Per un’azienda che voglia assumere un dirigente e portarlo a San Marino – spiega – questo funge da deterrente, costringendo alla stipula di polizze integrative per assicurare al professionista una pensione adeguata».

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