Ratificato l’accordo i rifiuti di San Marino smaltiti a Raibano

RIMINI.I rifiuti di San Marino verranno smaltiti a Raibano. Bologna ha dato il via libera. L’Assemblea legislativa ha ratificato infatti l’accordo tra la Regione Emilia-Romagna e la Repubblica di San Marino per la gestione dei rifiuti urbani e speciali, anche pericolosi, destinati al recupero e allo smaltimento.

Le scelte dei partiti

A favore si sono espresse le forze di maggioranza, Partito democratico, Sinistra italiana e Silvia Prodi del Gruppo Misto. Mentre sono diverse le posizioni delle minoranze: si sono astenuti Lega nord, Forza Italia e Fratelli d’Italia; contrario il Movimento 5 stelle.

Cosa prevede

L’accordo ha una durata di cinque anni e prevede l’ingresso in regione di 62 mila tonnellate annue di rifiuti, in quanto San Marino non ha la possibilità di disporre autonomamente di impianti idonei di smaltimento e/o recupero dei rifiuti.

Le critiche

Il dibattito. Dai banchi della Lega nord è stato Massimiliano Pompignoli a puntare il dito contro la mancanza di chiarezza della delibera di Giunta. In particolare il leghista ha invitato a dichiarare la quantità di rifiuti speciali e pericolosi che arriveranno in regione e dove verranno smaltiti.

Giancarlo Tagliaferri di Fratelli d’Italia ha invece sottolineato come l’accordo sia una riproposizione di un «vecchio canovaccio» e ha poi dichiarato il proprio voto di astensione sull’atto amministrativo.

E il Titano?

Andrea Bertani (M5s) ha criticato la reiterazione dell’accordo che, di anno in anno, vede un aumento della quantità di rifiuti conferita negli impianti dell’Emilia-Romagna senza che la Regione faccia nulla per spingere la Repubblica del Titano a diventare più virtuosa nella riduzione della produzione dei rifiuti: «Da un lato – ha detto – ci facciamo belli sulla riduzione dei rifiuti, dall’altra li accettiamo da fuori senza porre adeguate condizioni sulla loro qualità». E ha anche criticato la politica di gestione dei rifiuti dei passati anni: «Avere otto inceneritori in regione ci ha fatto rimanere indietro sulla differenziata».

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