San Marino, caso Banca Cis, l’appello: “Non cedete all’isteria da prelievo”

SAN MARINO. «Nessuna banca è in grado di sopportare l’immediata, anomala richiesta di prelievo di un’alta percentuale della propria raccolta», il consigliere di Rete, Marco Nicolini, in una nota, interviene sul caso Banca Cis, nella doppia veste di rappresentante politico e di dipendente dell’istituto. Si rivolge quindi ai sammarinesi per dissuaderli «dall’isteria da prelievo». Non solo: Nicolini invia un messaggio anche agli agli istituti di credito del Titano che «con poca lungimiranza- osserva- paiono voler cavalcare questa crisi per nutrirsi del cavallo azzoppato». Eppure, «anche se non siamo la stessa banca – ammonisce – siamo pero’ tutti sulla stessa barca». Tira poi le orecchie alla politica sia di maggioranza che di opposizione: il blocco dei pagamenti di Banca Cis, spiega, si è reso necessario e «non si potrà prescindere da esso finché non verrà restaurata la serenità nel correntista». Ma questa serenità «non può essere raggiunta – manda a dire – in un susseguirsi concentrico di conferenze stampa, articoli di giornale, accuse reciproche e comunicati al veleno». E ricorda a tutti che «ritirare soldi dai propri depositi, senza necessitarli e a causa di una notizia che nulla c’entra con l’operatività e la solidità dell’istituto, non danneggia solo la banca- chiosa- bensì guasta il tessuto economico del circondario». Nicolini insiste: non vi è motivo per cui la fiducia concessa a Cis nel momento del versamento del proprio denaro debba oggi essere interrotta. Infine rivolge un suggerimemto al governo che con Cis «ha l’occasione di trovare una sorta di rivalsa sulla disastrosa gestione del caso Asset, sovrintendendo con assennatezza a questa crisi». Un plauso invece a Banca Centrale che «sembra davvero essere sulla strada giusta – osserva – per rompere il filo con un passato di inettitudine, vassallaggio e inutilità».

«Carnevalata»

Il Partito socialista, intanto, punta il dito contro la fiducia del governo, malriposta, nei confronti dell’investitore saudita che aveva grandi progetti per il Titano, tra cui l’acquisto di Banca Cis, citato dall’ultima ordinanza sul Caso Titoli del magistrato Simon Luca Morsiani. Il capogruppo del Ps, Alessandro Mancini, nota come «il gradimento delle istituzioni sammarinesi nei confronti del saudita si basava su una carnevalata, cui il governo ha drammaticamente dato credito».

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