SAN MARINO. È partito il tavolo con governo, associazioni di categoria e sindacati sul piano di stabilità, con la benedizione intanto di Anis e Osla. Le due associazioni imprenditoriali infatti promuovono l’iniziativa e l’esito del primo incontro. Anis, in una nota, parla di un «confronto serio sugli interventi per stabilità e sviluppo». Il governo ha presentato le linee di indirizzo del piano: «Un progetto – spiega l’associazione della grande industria del Titano – che, come da noi richiesto da anni, può rappresentare quel piano strategico che manca al Paese da troppo tempo e che coniughi riforme strutturali al rilancio dell’economia». Ma perché risulti efficace, occorrono «la condivisione totale dei dati e delle informazioni – chiarisce Anis – e la volontà di aprire un confronto costruttivo con tutte le parti sociali». E nell’incontro di ieri con il governo «abbiamo avuto garanzie per entrambi – assicurano gli industriali – compreso l’accoglimento della nostra proposta di istituire gruppi di lavoro, composti da tecnici con le necessarie competenze».

Reputazione all’estero

Non solo, Anis individua anche le priorità: punto di partenza insieme al Bilancio dello Stato, è sicuramente il settore bancario per cui «occorre recuperare fiducia e credibilità in questo settore». In generale «si deve fare di tutto per migliorare la reputazione del nostro Paese all’esterno». Inoltre «attrattività e competitività del sistema vanno aumentata con le riforme strutturali», che Anis elenca nella riduzione e semplificazione della burocrazia, nell’introduzione di un sistema Iva, e il superamento degli ostacoli all’operatività sul mercato europeo».

Anche Osla si unisce alla richiesta di «piena e totale condivisione delle informazioni». E spiega: «Dobbiamo poterci confrontare apertamente e accettare anche lo scontro perché uno scontro sano porta alla crescita». Inoltre, la preoccupazione espressa da Osla al tavolo dei lavori è che per il reperimento delle risorse «si tenda ad incidere in maniera pesante sul mondo economico, con interventi su Igr, Iva e imposte di forte inasprimento rispetto all’esistente, e in maniera poco incisiva sulla riduzione della spesa pubblica». Infine, Osla, insieme «al mondo economico che rappresenta» si dice pronta a rimboccarsi le maniche e a condividere scelte dolorose e coraggiose per costruire la San Marino del futuro: ma dall’altra parte «ci deve essere la massima disponibilità all’ascolto verso chi combatte in trincea ogni giorno- manda a dire- dal momento in cui apre la porta dell’azienda a quello in cui la chiude, e grida la necessita’ immediata di interventi che restituiscano al Paese l’appeal attrattivo necessario ad una ripresa veloce dell’economia».

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