Rissa in discoteca, accoltellato alla schiena

RICCIONE. Una lesione da arma da taglio alla schiena, provocata da una bottiglia rotta o molto più probabilmente dalla lama di un coltello, affondata nella concitazione della lite, o meglio del pestaggio. Il ferito, però, aggredito in discoteca per motivi ancora sconosciuti, una volta compreso che comunque gli era andata bene, non ha sporto denuncia.

L’aggressione risale all’altra notte, poco dopo le quattro, ed è avvenuta nel parcheggio della discoteca “Cocorico”. I carabinieri, che come di consuetudine presidiano il locale riccionese anche in incognito per garantire la sicurezza degli avventori e prevenire la commissione dei reati, sono intervenuti per togliere il malcapitato dalle mani di quattro uomini di origine campana (di età compresa tra ventotto e trentacinque anni) che dopo aver fatto cadere a terra un trentenne loro conterraneo, lo stavano prendendo addirittura a calci.

I militari hanno bloccato i picchiatori, ma la “vittima”, una volta in salvo, ha deciso di non precedere nei confronti dei quattro che comunque sono stati identificati e saranno sottoposti a ulteriori accertamenti.

Il trentenne, che è ospite di un amico a Riccione insieme alla propria fidanzata, si è accorto solo una volta in ospedale di essere stato accoltellato alla schiena. «Non mi ero accorto, non saprei dire chi sia stato». Il confortante referto medico, appena quindici giorni di prognosi, lo ha evidentemente rassicurato e la sua intenzione è quella di non procurarsi altri guai. Ai carabinieri che lo invitavano a querelare gli aggressori, infatti, ha opposto un educato rifiuto. Non solo ha evitato di spiegare le ragioni della lite, che secondo alcune testimonianze sarebbe cominciata all’interno del locale per poi proseguire all’esterno dopo l’energico intervento del personale addetto alla sicurezza, ma anche lasciato intendere che ne aveva abbastanza e non voleva correre rischi maggiori. «Tra le persone che mi hanno picchiato – avrebbe detto il ferito – ce ne sono alcune che hanno detto di appartenere a famiglie vicine alla camorra: non voglio correre rischio». Essendo le lesioni piuttosto contenute, nessuno può convincerlo a fare il contrario, ma è chiaro che i carabinieri adesso cercheranno di approfondire i motivi della presenza a Riccione e dintorni di soggetti che potrebbero rivelarsi poco raccomandabili.

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